Home
Home
Contatti
Han' gul
Link

 
> Schedario
> Registi
> Interviste
> Saggi
> Incontri
> Bibliografia
> Speciali
 
 

Cinemacoreano.it - Candidato all'Italian Web Awards 2004

> Schedario > Sympathy for Mr. vengeance > Recensione

Sympathy for Mr. Vengeance di Park Chang-wook
di Gianluca Gibilaro

Non ha paura di niente, Park Chan-wook. Non teme gli eccessi melodrammatici né gli abissi dell'horror più truculento, sfiora il ridicolo come su un ottovolante, si tuffa senza remore nel grottesco per riemergerne affrontando senza lasciare nulla all'immaginazione le sequenze più splatter. Racconta una storia sconcertante di ordinaria disperazione, di mannaie e di torture, una vicenda senza sbocchi, un circolo vizioso di violenza e di atrocità con l'aria beffarda di chi non ha niente da perdere.
Eppure non stiamo parlando un giovane regista indipendente né di un film dal budget modesto. Stiamo parlando del ritorno alla regia dell'autore di JSA. Stiamo parlando di un film dal rispettabilissimo (almeno in Corea) budget di tre milioni di dollari. Stiamo parlando di un film che ha creato intorno a se grandi aspettative di incassi. Puntualmente deluse. Perché Park Chan-wook si assume i rischi di un film estremo e sgradevole, sconcertante e di scarsissimo appeal al box-office, almeno nelle premesse: Ryu è sordomuto, sua sorella è gravemente malata; le occorrerebbe un trapianto, ma in ospedale la lista d'attesa è interminabile e per una clinica privata i soldi non sono abbastanza.
Si direbbe l'avvio di un melodramma decisamente sopra le righe, talmente vicino al limite del parodistico da lasciare interdetti. E quando d'un tratto fa la sua comparsa un'inquietante gruppo di trafficanti d'organi, l'incertezza aumenta. Farà sul serio, Park Chan-wook?
I trafficanti propongono a Ryu un buon affare: con i 10.000 won che ha a disposizione e la donazione di uno dei suoi reni, il trapianto per la sorella si può organizzare. E lui accetta. Senonché dopo l'anestesia si sveglia, come nella più scontata delle leggende urbane, nudo, senza soldi e con un rene in meno.
E siamo solo all'inizio. Perché presto arriva una telefonata dall'ospedale: "C'è un donatore, l'operazione si può fare. Ci vogliono solo 10.000 won". Ma Ryu non ce li ha più, i 10.000. E per soprammercato ha perso il posto di lavoro. Esubero di mano d'opera. Usa anche in Corea.
Esclusa dunque l'idea di un prestito in banca, per racimolare in fretta la cifra non rimangono che la rapina, il furto con scasso e il rapimento a scopo di estorsione. Meglio il rapimento. E così, Ryu, la sua fidanzata - ce l'eravamo scordata: c'è anche lei, bislacca militante comunistoide (?) - e la sorella malata si improvvisano rapitori, ma dal cuore d'oro. Tanto che la bambina rapita si diverte un mondo con loro. Molto meno divertito da tutta la faccenda è invece il padre della piccola, soprattutto quando, dopo aver pagato il riscatto, si vede riconsegnare dalla polizia un cadaverino: la figlia è morta annegata nel fiume mentre Ryu seppelliva la sorella. Che è morta prima di poter godere del bottino e dei benefici del trapianto. Abbiate pazienza, siamo a un terzo di film.
Ne avete abbastanza? Vi basti sapere, allora, che da qui si innesca un tourbillon di vendette e di morti una più atroce dell'altra: Ryu si vendica dei trafficanti d'organi, il padre della bambina si vendica della fidanzata di Ryu. Allora Ryu cerca di vendicarsi della fidanzata, ma il padre della bambina ha il sopravvento e si vendica di Ryu. Il beffardo guizzo finale, assolutamente imprevedibile, merita di non essere svelato.
Prodotto di nicchia per i fanatici delle bizzarrie dell'estremo oriente o lucida parabola su un universo senza via di scampo? Esercizio di stile mélo-splatter-grottesco o apologo estremo e crudele sulla violenza? Difficile decidersi.
Sottile, si insinua un dubbio subdolo. E se lo scandalo pianificato a tavolino per staccare qualche biglietto in più? Ebbene, se era un trabocchetto, ci siamo cascati.

top

   

 

 

Home
Contatti
Han' gul
Link
Statistiche

© L’utilizzo dei materiali contenuti in questo sito è soggetto alle norme vigenti sul diritto d’autore.
Per maggiori informazioni clicca qui
a cura di