Nam-gung Dal è quello che in molte scuole
superiori nostrane verrebbe definito uno sfigato. Ma non uno
sfigato qualunque: Dal (è questo il suo nome, di una sola
sillaba diversamente dalla stragrande maggioranza dei coreani)
è un super sfigato. Tanto da finire in cura in una clinica
specializzata, dalla quale viene dimesso fra lo sconforto
dei medici: non c'è niente da fare, Dal non è uno sfigato
come gli altri, è uno sfigato cronico, inguaribile. Un caso
clinico, uno sfacelo.
Tanto che appena arrivato nella sua nuova scuola, quella dove
forse potrebbe sfuggire all'infamante etichetta visto che
ancora nessuno lo conosce, ha la bella idea di fare uno sgarbo
al più duro dei duri. Che lo apostrofa con il più classico
dei "Ti aspetto fuori": See you after school, appunto.
Da quel momento inizia un angoscioso conto alla rovescia in
attesa dell'ora fatidica della fine delle lezioni. Ma l'esito
del duello finale potrebbe non essere così scontato…
Già sentita? Forse sì: la trama ricorda un buon numero di
commedie e commediole statunitensi e i bene informati citano
l'oscuro L'ora della rivincita (Three O'Clock High,
1987) di Phil Joanou come un film che "presenta la stessa
situazione di base".
Ma che si tratti di una scopiazzatura (come qualcuno sostiene,
soprattutto in Corea), di un remake non autorizzato o di un
caso di duplicazione inintenzionale poco importa: non stiamo
certo parlando di un film che annovera tra i suoi punti di
forza l'originalità della trama.
A meno di non volersi avventurare in letture sociologiche
approssimative sul sistema educativo coreano (sembra che nelle
scuole superiori laggiù non si faccia latro che menarsi) See
You After School è un prodotto medio, senza altre ambizioni
che quella di strappare qualche risata.
E occorre dire, ad onore del vero, che di tanto in tanto ce
la fa: merito più della scrittura dell'esordiente Lee Seok-Hoon
che della sua regia, ma merito soprattutto di un protagonista
con la faccia giusta, quel Bong Tae-gyu visto recentemente
anche in Ssunday Seoul e in When Romance Meets Destiny:
Bong riesce a fare del suo personaggio qualcosa in più di
una pura e semplice macchietta che genera disastri a catena,
riesce a dirgli quel minimo di spessore che permette al pubblico
di seguire le sue vicende anche con una qualche apprensione.
Ne esce un film onesto, che mantenere la promessa di regalare
un paio d'ore spensierate: non lo ricorderemo a lungo, non
rimpiangiamo di averlo visto.