Home
Home
Contatti
Han' gul
Link

 
> Schedario
> Registi
> Interviste
> Saggi
> Incontri
> Bibliografia
> Speciali
 
 

Cinemacoreano.it - Candidato all'Italian Web Awards 2004

> Schedario > Natural City > Recensione

Natural City di Min Byung-chun
di Paolo Bertolin

Film come Natural City sono prove a carico della vena meno originale della produzione coreana, quella che saccheggia in maniera derivativa i repertori degli altrui successi, da Hollywood al Giappone, nonché Hong Kong, e nella fattispecie la fantascienza con cuore e filosofia alla Blade Runner, per intenderci, o ancor meglio alla Philip K. Dick.
Tuttavia, il film di Min Byun-chun, già regista dell’apprezzato Phantom, the Submarine, che aveva importato nel cinema coreano il genere per esso inusitato del submarine movie, si distingue per una tenuta spettacolare ed un impatto emozionale che non sorreggono altri prodotti, oltre che per un’onestà nell’intento di genere ben manifesta.
Ambientato in un futuro, il 2080, in cui l’umanità si è divisa in città stato rivali caratterizzate da una netta segregazione di classe, Natural City disegna la storia di R (Yoo Ji-tae), membro di una forza speciale di Mecaline City che ha il compito di eliminare degli androidi creati clonando DNA umano, il cui programma s’è alterato, conducendoli a comportamenti devianti. Purtroppo R è anche innamorato del suo robot, Ria, la cui vita programmata sta per terminare. Per cercare di salvarla, R prende contatto con il dottor Croy, losco creatore e trafficante di androidi illegali, che gli suggerisce di impiantare il neuro-chip di Ria in un essere umano. Pur contrastato, R rapisce quindi la giovane Cyon, che ignara s’innamora di lui, mentre Cypher, uno dei robot devianti, semina inarrestabile il panico in città...
Ci sono voluti più di cinque anni a Min per portare a termine questo ambizioso progetto, una lunghissima fase di pre-produzione, la più lunga nella storia del cinema coreano, che ha comportato la realizzazione di 2000 storyboard, riprese in super 35mm widescreen, per esaltare al massimo gli effetti della computer graphic, e una digitalizzazione al 100% in fase post-produttiva che ha visto la creazione di ben tre file book di effetti visivi e sonori. Il tessuto visivo del film è ovviamente impressionante: pare sempre di essere immersi nella realtà (ri)disegnata di un anime, seppure con una consistenza tridimensionale che ha del tattile; la tavolozza di colori freddi tipica della science fiction futurista si tinge di una luminescenza da acquario, composita e ricca di riverberi. Ma se l’apparato tecnico-visivo non può che suscitare encomio per ricchezza e complessità, resta da rilevare come tanta immaginifica opulenza sia prossima all’ingolfamento di una crassa costipazione, sottolineata dall’incedere farraginoso del racconto. Se infatti il sunto della trama risolutamente instrada al clone di Blade Runner, la sceneggiatura vi innesta prestiti dichiarati, da Ghost in the Shell a Matrix, e suggestioni molteplici, dagli ultimi Spielberg al bell’anime Metropolis, virando senza esitazione verso approdi più action e meno pensosi del modello originale. L’esito purtroppo lascia lo stomachevole retrogusto di un’opera che per farsi perdonare il peccato originale di una mancanza d’originalità, si contorce, imbelletta e lambicca ad ogni tornante, perdendo la via maestra della nitida semplicità. Ciononostante, Natural City offre piacevole entertainment di ottimo livello, corroborato da un adeguato tocco di romanticismo e dalla presenza di una star in crescita come Yoo Ji-tae (che lo ha girato prima del magnifico Old Boy di Park Chan-wook); soprattutto, poi, il film di Min manca delle irritantissime e supponenti pretese di altri recenti prodotti commerciali coreani, vacui e fallimentari, distinguendosi per un’onestà trasparente e persino naif. Ciò detto, bisogna registrare che, come per Save the Green Planet! e Wonderful Days, gli incassi di Natural City sono stati tutt’altro che incoraggianti: il 2003 è stato decisamente nefasto per la fantascienza coreana, l’industria locale ne ha certo preso nota e dovremo sicuramente attendere un po’ prima che il filone sia così fastosamente rinverdito.

top

   

 

 

Home
Contatti
Han' gul
Link
Statistiche

© L’utilizzo dei materiali contenuti in questo sito è soggetto alle norme vigenti sul diritto d’autore.
Per maggiori informazioni clicca qui
a cura di