Home
Home
Contatti
Han' gul
Link

 
> Schedario
> Registi
> Interviste
> Saggi
> Incontri
> Bibliografia
> Speciali
 
 

Cinemacoreano.it - Candidato all'Italian Web Awards 2004

> Schedario > La moglie dell'avvocato > Recensione

La moglie dell'avvocato di Im sang-soo
di Gianluca Gibilaro

Im sang-soo, dopo l'esperimento low budget e high-speed di Tears, ritorna alla messa in scena più controllata del suo esordio Girls Night Out per mettere in immagini la vicenda di Ho-jung, la moglie del buon avvocato del titolo, interpretata da una Moon So-ri che, dopo la straordinaria prova di Oasis, sa dare carne e sangue a un personaggio di donna dolce e forte, capace di mettere in discussione il quieto tran-tran della sua vita borghese e di superare il dramma della perdita di un figlio per ricominciare da capo la propria vita.
Ho-jung curiosamente è lo stesso nome di una delle tre donne del film d'esordio di Im: tanto libera, indipendente e fermamente intenzionata a rimanterlo la Ho-jung di Girls Night Out, tanto incastrata in un matrimonio senza futuro questa. Il suo rapporto con il marito è ormai agli sgoccioli: non sopravvive l'attrazione, né nasce quella tenerezza che talvolta si dice prenda il posto della passione. Il marito ha un'amante: Ho-jung forse lo sospetta, ma non lo dà a vedere. Solo quando la suocera, poco dopo la morte di suo marito, racconta di avere un nuovo amore, anche in lei scatta qualcosa. Un desiderio, un sogno che rimane inespresso finché l'uccisione del figlio non la priva del suo ruolo di madre, unica espressione della sua femminilità. E allora quel ragazzino che la spia mentre in un salotto in penombra fa esercizi di danza, diventa la possibilità non dell'evasione, ma di un rapporto che può regalare ad entrambi quella fragile intimità di corpi che Ho-jung desidera. Ecco che allora in un orgasmo filmato senza reticenze, ma con pudore, Ho-jung trova la forza di esprimetre tutto il suo dolore, e l'apice del piacere diventa catarsi e si fa possibilità di un nuovo inizio.
E' prima di tutto cinema di corpi, quello di Im Sang-soo, che filma il sesso senza morbosità, trovando la giusta distanza e schivando le sabbie mobili del voyeurismo come quelle del cerebralismo: il sesso è un gesto quotidiano, naturale e gioioso che esce dal non-detto per farsi espressione del desiderio. Senza picchi o virtuosismi, la macchina da presa di Im accompagna in porto un film che a prima vista potrebbe sembrare freddo, ma che rivela ad uno sguardo più attento un'anima di sottili vibrazioni, di gesti, di sguardi, di simmetriche ferite degli amanti (una citazione di Kim ki-duk?), di carne e di sangue. E che scioglie la tensione dell'ultimo confronto fra marito e moglie in un allegro balzo per lui, in una danza per lei. Semplicemente.

top

   

 

 

Home
Contatti
Han' gul
Link
Statistiche

© L’utilizzo dei materiali contenuti in questo sito è soggetto alle norme vigenti sul diritto d’autore.
Per maggiori informazioni clicca qui
a cura di