Scoprire d'un tratto di essere (stati) amati d'un amore puro,
monolitico, incrollabile. Scoprire che il caso ci ha giocato
un brutto tiro e che le cose avrebbero potuto andare diversamente.
E' su quel tuffo al cuore che provoca lo scoprire di aver
sbagliato tutto o quasi che lavora Song Hye-sung in Failan.
Lei, di nome Failan, è una giovane donna cinese che giunge
in Corea in cerca di fortuna. Ma per poter ottenere il permesso
di soggiorno, e quindi un lavoro, le occorre un marito, uno
qualsiasi. Anche un marito per finta, un marito prezzolato;
anche un gangster da quattro soldi come Kang-jae, uno che
passa le sue giornate fra la sala giochi e il videonoleggio
dove affitta film porno ai ragazzini.
Le vite di Kang-jae e di Failan si sfiorano così, giusto il
tempo di uno sguardo. Poi proseguono ciascuna per la sua strada:
Failan, sfuggita a un giro di prostituzione, trova lavoro
in una lavanderia, finisce con l'ammalarsi, mentre Kang-jae,
che sogna di comprare una barca da pesca e di tornare nella
sua città di origine per finire i suoi giorni, si mette nei
guai con un gangster di quelli veri.
Ma quando riceve una lettera scritta in un coreano incerto
da Failan, non potrà fare a meno di interessarsi a quella
ragazza fragile, intravista per un istante il giorno di quel
matrimonio. Troppo tardi.
Sostenuto da una regia misurata e asciutta, il film ha il
suo punto debole nella scelta di dividere equamente la scena
fra Kang-jae, un personaggio splendidamente scritto e molto
ben interpretato, e Failan, un personaggio tenero nel suo
amore cocciuto, ma molto meno complesso.
Meno sontuoso del suo più immediato riferimento, Lettera
da una sconosciuta di Max Ophuls, Failan è un melodramma
organizzato dal punto di vista narrativo per sovrapposizioni
di diversi piani del tempo, un film strutturato più per associazioni
mentali che sulla scorta di un progetto narrativo razionale.
Almeno all'apparenza: perché nonostante qualche lungaggine
e questa sua andatura ondivaga, anzi, forse proprio per questo,
riesce a coinvolgere e, qua e là, anche a commuovere .