Il 25 febbraio 1993 si insedia l'amministrazione
del presidente Kim Young-sam: per la prima volta la Corea
ha un presidente senza precedenti nelle forze armate. Anche
per il cinema sono anni di cambiamento: nel 1992, Marriage
Story dell'esordiente Kim Ui-suk annuncia non solo
l'introduzione di un nuovo genere di immediato successo popolare
(la sex-war comedy), ma anche l'ingresso sul mercato di nuovi
soggetti: con questo film la Samsung, una delle cinque maggiori
società della Corea del Sud entra nell'industria cinematografica.
E' l'inizio di un organizazione industriale che avrebbe visto,
nel giro di pochi anni, l'integrazione di produzione, esercizio
e distribuzione.
Molti registi il cui esordio data agli anni
Ottanta proseguono la loro produzione anche nel decennio successivo:
fra questi Jang
Sun-woo, che ha diretto il suo primo film Seoul
Jesus nel 1985, realizza alcuni film molto controversi:
A Petal (1996) mette in scena
l'angoscia di sopravvissuto al massacro di Kwangju, ma anziché
concentrarsi sull'evento in sé, Jang pone al centro
dell'attenzione la condizione di una ragazzina la cui madre
è rimasta uccisa negli scontri; Timeless,
Bottomless, Bad Movie (1997) racconta gli adolescenti
coreani con uno stile documentario; Lies
racconta il rapporto sado-maso fra un uomo adulto e una ragazza
giovanissima.
Fra gli esordi più interessanti degli
anni Novanta si segnala invece quello di Kim
Ki-duk, autore di un cinema ostico e programmaticamente
sgradevole, ma di rara forza espressiva.
Negli ultimi anni la presenza di film coreani
nei festival occidentali è aumentata, come è aumentato il
numero di film coreani distribuiti in Giappone. Anche negli
Stati Uniti hanno trovato distribuzione alcuni titoli: è il
caso di Chunhyang
di Im
Kwon-taek, presentato anche in concorso al Festival
di Cannes. Ma non solo: Lies
di Jang
Sun-woo e The
Isle e Address
Unknown di Kim
Ki-duk sono stati presentati a Venezia e JSA
- Joint Security Area a Berlino. Distribuito in
Corea nel settembre 2000, quest'ultimo è stato anche un grande
successo ai botteghini, con un milione di spettatori nella
sola area di Seul nei primi 15 giorni e un totale di due milioni
e mezzo di spettatori (il doppio di Mission:
Impossible 2, il secondo film più visto del 2000 in
Corea). E se Il gladiatore è
stato il terzo film più visto, al quarto e al quinto posto
troviamo altre produzioni nazionali come The
Foul King di Kim
Jee-woon e Bichunmoo (Flying
Warriors) di Kim Young-jun. Anche il 2001 ha visto grandi
successi di pubblico per il cinema coreano: basterà citare
Friend
di Kwak
Kyung-taek e Musa
- The Warrior di Kim
Sung-Su.
Negli ultimi anni abbiamo assistito anche
alla ripresa di una produzione indipendente di grande interesse:
nel 2000 ha debuttato Ryoo Seung-wan, che con un budget di
soli 54.000 dollari ha girato in 16mm Die
Bad, che è stato poi gonfiato a 35mm ed ha ottenuto
distribuzione su scala nazionale. Il film, realizzato al di
fuori del cosiddetto "sistema Chungmu-ro" - il quale, come
Hollywood, prende il nome dal quartiere principale dell'industria
cinematografica coreana - è stato il primo film ad illustrare
il potenziale commerciale del cinema indipendente. E anche
il digitale è stato un fenomeno importante degli ultimi anni:
film come Bongja di Park Chul-Soo
e Tears
di Im
Sang-Soo sono stati girati in digitale e successivamente
distribuiti in sala, ottenendo riconoscimenti internazionali
e un discreto successo di pubblico in patria.