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> Saggi > Breve storia del cinema coreano [4]

[4] 1970-1979. La recessione

Se la legge sul cinema del 1962 aveva concesso ampi margini alla produzione di qualità nel corso degli anni Sessanta, sul finire del decennio i suoi effetti negativi si manifestano con evidenza: dal momento che la legge vincola la possibilità di importare film straneri al numero di film nazionali prodotti, le case di produzione tendono a destinare fondi sempre più modesti alle produzioni nazionali per investire sul cinema straniero, abbassando fortemente il livello qualitativo della produzione coreana.

Sullo scacchiere politico, il generale Park Chung-hee procede nel 1972 a un nuovo emendamento della Costituzione e avvia il sistema delle riforme Yushin, o "Riforme della Rinascita", inaugurando di fatto la Quarta Repubblica. Le riforme Yushin concentrano ancora più potere nelle mani del generale, permettendogli di restare in carica per un periodo di tempo illimitato.

Per il cinema coreano gli anni Settanta sono anni di recessione: si registra un forte calo delle presenze di spettatori, complici altri interventi del governo volti ad irrigidire la censura che rendono difficile la realizzazione di opere non convenzionali. Il primo tentativo di rivitalizzare l'industria si ha nel 1973, quando viene fondata la Korean Motion Picture Promotion Corporation, ma si dovrà aspettare l'inizio degli anni '80 per assitere a una vera e propria ripresa.

Sul finire del decennio, il diffuso malcontento causato dalla forte repressione politica e dalle grandi diseguaglianze economiche porta alla fine violenta del regime del presidente Park, che viene assassinato il 26 ottobre del 1979.

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