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Cinemacoreano.it - Candidato all'Italian Web Awards 2004

> Saggi > Kim ki-duk: un ritratto [2]

Se definiamo i personaggi dei film di Kim Ki-Duk come dei "marginali" o dei "disadattati", sarà bene ricordare che Kim stesso ha vissuto la loro stessa vita: già la sua infanzia è segnata da episodi dolorosi e singolari.

Kim Ki-Duk nasce a Bonghwa, nel nord della provincia di Kyungsang: cresciuto in un villaggio fra i monti, è un ragazzino dispettoso, cui di tanto in tanto capita di rompere un braccio a un coetaneo o di mostrare con orgoglio strani congegni elettronici di sua produzione. All'età di nove anni si trasferisce con la famiglia a Seul, dove frequenta una scuola di avviamento professionale nel settore agricolo, che è costretto ad abbandonare quando suo fratello maggiore viene cacciato da scuola. Dopo aver lavorato negli anni della sua adolescenza in diverse fabbriche, all'età di vent'anni si arruola nei corpi speciali dell'esercito.

Kim si adatta bene alla vita militare, trascorrendo cinque anni nell'esercito come sottufficiale: un'esperienza di cui farà tesoro quando si troverà a raccontare l'amicizia virile nei suoi film. Il rapporto fra Hong-San e Chung-Hae in Wild Animals e quello fra Chang-gook e Ji-hum in Address Unknown ne sono soltanto due esempi. Un'esperienza che gli servirà anche come modello per quella sorta di sorellanza che mette in scena in Birdcage Inn.

Dopo aver lasciato l'esercito, Kim trascorre due anni in una chiesa per i menomati della vista con l'intenzione di diventare predicatore e nel frattempo prosegue nell'attività di pittore che aveva iniziato a coltivare da bambino. Nel 1990, con il solo bene di un biglietto aereo, si trasferisce a Parigi. Qui riesce a guadagnarsi da vivere organizzando mostre e vendendo i suoi quadri. Al suo arrivo a Parigi, Kim considera "il frutto del lavoro manuale l'unica cosa che abbia valore, e la cultura un lusso", ma la sua esperienza nella capitale francese gli suggerirà nuovi punti di vista.

Kim tratteggia a sua immagine il Ji-hum di Address Unknown e il Crocodile del film omonimo. Anche senza ulteriori spiegazioni, possiamo facilmente riconoscere il cineasta dietro questi personaggi per il fatto che si tratta di due pittori. Ed entrambi portano un segno di speanza: forme di vita vulnerabili come un uccello, un pesce rosso o una tartaruga.

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