Introduzione all’animazione
coreana di Lee Yong-Bae*
Dal Paradiso
alla Terra – Prologo
“La Corea del Sud divenne un paradiso
per le “schiaccianti” produzioni americane, giapponesi e dell’Europa
occidentale”. (Giannalberto Bendazzi, Cartoons: One Hundred
Years of Cinema Animation, John LIbbey & Company Ltd.,
p.411, 1994)
Tristemente questa citazione rispecchia la situazione dell’animazione
coreana all’estero fino alla fine degli anni ’90. In un libro
di oltre 500 pagine, alla Corea del Sud ne è dedicata solamente
una. Ma comunque la riflessione succitata è vera. A partire
da Golden Bat, animazione per la televisione giapponese
del 1967, la Corea del Sud ha prodotto circa 700-800 serie
d’animazione per la TV americana, giapponese ed europea. Con
un così elevato numero di produzioni e con ben 20.000 dipendenti
nel settore, per anni la Corea del Sud è stata fra le tre
maggiori produttrici mondiali di opere d’animazione. Lavoratori
molto abili ed economici hanno fatto della Corea del Sud un
paradiso per le case d’animazione straniere, e a causa di
ciò la Corea del Sud diventò un paese con molte case di produzione
ma senza lavori originali propri.
Ma qualcosa accadde ad Annecy nel Giugno 2002! L’animazione
sud-coreana ha colto tutti di sorpresa. My Beautiful Girl,
Mari (2002) ha vinto il Gran Premio nel concorso lungometraggi
al Festival Internazionale dei film d’animazione di Annecy.
Per capire che cosa ha fatto cambiare la Corea del Sud è necessario
ripercorrere gli ultimi anni della storia del paese. E’ arrivato
il momento di rendere noto lo sviluppo ed il mutamento dell’animazione
sud-coreana.
Inquadramento
degli eventi dell’animazione sud-coreana I (1957 - tardi anni
’60): il periodo dell’interessamento (The Quickening Period)
e Shin Dong-Hun
Peter Pan di Walt Disney (distribuito
nel 1957) è stato il primo film d’animazione che i coreani
hanno potuto vedere. E’ ovvio che i membri delle famiglie
votati alla mobilitazione industriale dopo la Guerra di Corea
(1950-1953) ricevettero grande conforto dai sorprendenti personaggi
animati. Ciò divenne ancora più marcato quando la prima animazione
coreana fu trasmessa nel canale televisivo HLKZ-TV. Questo
spot animato di un dentifricio fu seguito da altri numerosi
spot che facevano uso di animazione (la maggior parte promuovevano
beni di largo consumo come la salsa di soya, digestivi e liquori).
Inoltre i temi delle canzoni della pubblicità divennero alquanto
popolari, ed allietavano la vita della popolazione. Dieci
anni dopo l’introduzione dell’animazione in Corea del Sud,
emerse la figura del regista Shin Dong-Hun, il padre dell’animazione
sud-coreana. Fu lui il creatore di Hong Gil-Dong (1967),
il primo lungometraggio d’animazione coreano e fu anche l’artefice
dei più popolari spot d’animazione. Il suo stile unico, sviluppato
attraverso la pubblicità fece di Hong Gil-Dong uno
straordinario successo al botteghino. Proprio questo risultato
diede inizio al boom delle produzioni d’animazione coreane
ma, va specificato, Hong Gil-Dong fu seguito da sequel
di scarsa qualità e tentativi d’imitazione. I tardi anni ’60
furono il momento per l’industria d’animazione sud-coreana
di abbandonare i vecchi macchinari dell’esercito USA, in modo
da avviare definitivamente l’industria e decidere il proprio
futuro.
Inquadramento
degli eventi dell’animazione sud-coreana II (metà anni ’70
- metà anni ’80): Il periodo dello sviluppo e la passione
di Kim Chung-Gi per i robot
Durante questo periodo, come in altri
paesi, i lungometraggi d’animazione in Corea del Sud conobbero
tempi molto difficili a causa della concorrenza dei programmi
d’animazione per la TV e del grande sviluppo della realtà
televisiva. La situazione della Corea del Sud fu particolarmente
difficile per due motivi. Il primo fu l’affrettato sviluppo
di case di produzione votate all’esclusiva ricerca di profitti.
Queste compagnie forzavano registi e animatori a concentrarsi
su lungometraggi distribuiti esclusivamente durante le vacanze
estive ed invernali, impedendo così lo sviluppo di opere di
qualità o fornendo sufficienti investimenti per la sopravvivenza.
L’ambiente delle case di produzione che richiedevano agli
animatori di sacrificare la propria creatività per sfornare
copie di animazioni famose li costrinse ad abbandonare l’industria
(anche Shin Dong-Hun abbandonò l’animazione in questo periodo).
L’altro problema era causato dal sistema dei subappalti (subcontracting
system). Diversi animatori preferivano subappalti, che garantivano
lavori consistenti, alle produzioni originali che implicavano
rischi economici e creatività, e ciò portò ad un’inevitabile
indebolimento della produzione nazionale. Inoltre, le emittenti
trasmettevano esclusivamente animazioni straniere prodotte
attraverso il sistema nazionale dei subappalti. Come diretta
conseguenza, la produzione dell’animazione originale sud-coreana
si fermò fino al 1975.
Ma fortunatamente la Corea del Sud ha potuto contare su Kim
Chung-Gi, un appassionato animatore che nel 1976 ha presentato
ai bambini coreani Robot Taekwon V ricevendo una straordinaria
accoglienza. Da allora, i bambini cantavano il tema della
canzone di Robot Taekwon V ad ogni occasione importante.
E i bambini di allora costituiscono attualmente un forte gruppo
che incita il remake di Robot Taekwon V. La passione
di Kim per i robot gli ha permesso di produrre più di cinque
sequel di Robot Taekwon V e circa dieci animazioni
con robot entro la metà degli anni ’80. Sebbene la maggior
parte di queste produzioni sia stata realizzata in fretta,
le energiche produzioni di Kim durante questo periodo di sviluppo
dell’animazione sud-coreana hanno dato sotto vari aspetti
molte lezioni agli animatori che gli successero. Bisogna anche
ammettere che il sistema dei subappalti ha giocato un importante
ruolo per il futuro dell’animazione mantenendo manodopera,
tecnologie e un vasto sistema produttivo.
Inquadramento
degli eventi dell’animazione sud-coreana III (metà anni ’80
- primi anni ’90): Il periodo della mediazione e alcuni tentativi
Durante questo periodo, nell’animazione
furono intraprese tre vie che riflettono i cambiamenti della
società coreana.
1. Una relativa contrazione dei
lungometraggi d’animazione e l’inizio dell’animazione per
la televisione.
Dal momento che l’industria dei subappalti
divenne sistematizzata e le case di produzione dovevano pagare
i danni causati da investimenti avventati, non ci furono più
tentativi di realizzare lungometraggi d’animazione in Corea
del Sud. Fortunatamente comunque ci furono alcuni audaci sforzi
di utilizzare al meglio la manodopera mantenendo il sistema
dei subappalti: su tutti il lungometraggio d’animazione stereoscopica
di Steven Hahn Starchaser: The Legend of Orin (1985)
che, almeno nelle intenzioni, mirava ad una distribuzione
internazionale. Dato però che Starchaser non trovò
distribuzione in Corea del Sud ma solo negli USA, il suo tentativo
di ripristinare la produzione di lungometraggi d’animazione
fallì. Anche Kim Chung-Gi si orientò verso serie indubbiamente
ibride. Mentre i lungometraggi d’animazione attraversavano
questo periodo di mediazione, le emittenti iniziarono a muoversi.
Questo fu il risultato di un accresciuto interesse nelle produzioni
culturali che potevano esprimere l’identità nazionale verificatosi
durante il 1988, l’anno in cui la Corea del Sud ospitò le
Olimpiadi. Le grandi emittenti non capivano che l’importazione
di economiche animazioni straniere realizzate attraverso il
sistema nazionale dei subappalti non faceva altro che aumentare
i subappalti stessi, a discapito delle produzioni creative,
e che la produzione di opere originali poteva essere collegata
direttamente ai guadagni e al prestigio all’interno del mercato
televisivo. Nel Maggio 1987 fu trasmessa la prima animazione
televisiva originale. Wandering Gatchi (KBS, 80 min)
e Run! Hodori (MBC 10 min, animazione promozionale
della serie per le Olimpiadi) furono mandate in onda e ricevettero
un’immediata e favorevole reazioni da parte degli spettatori.
Le emittenti cambiarono il loro atteggiamento verso le produzioni
originali, favorendo l’industria d’animazione, autorizzando
uno o due programmi d’animazione l’anno e lasciando che gli
animatori dimostrassero la loro inclinazione nelle loro produzioni.
2. Cambiamenti nella società sud-coreana.
Riconoscimento dell’animazione.
Dopo aver ospitato i Giochi Olimpici
di Seoul, verso l’inizio degli anni ‘90 il dinamismo della
società sud-coreana si amplificò notevolmente. In particolare
con l’avvento del governo civile furono accettate alcune sfide
nel campo della cultura e dell’arte irrealizzabili durante
il regime militare. Fu allora che grandi imprese come Samsung
e Hundai poterono lanciarsi nell’industria cinematografica
e che una nuova concezione dell’animazione, a lungo considerata
come cultura di massa di basso livello, ne permise un’ espansione
in lungo e in largo. I lungometraggi Disney distribuiti in
Corea del Sud in questo periodo (dal 1991 al 1993 The Little
Mermaid, Beauty and the Beast, Aladdin) abbatterono gli
stereotipi e i pregiudizi dei coreani nei confronti dell’animazione,
stabilendo ogni anno un record al box office. Fu confermato
che l’animazione non era più uno spettacolo per bambini. Allo
stesso tempo la gente cominciò a cambiare il modo di concepire
l’industria d’animazione e fu messo in risalto il fatto che
in Corea del Sud l’ammontare delle esportazioni per l’industria
d’animazione, sebbene fosse basata sui subappalti, aveva mantenuto
un’incomparabile superiorità rispetto all’industria dei film
“tradizionali” (live-action film) in termini di statistiche
di mercato. Allo stesso tempo il governo sud-coreano ha compreso
la necessità di misure di sostegno per rinforzare la competitività
internazionale dell’industria cinematografica sud-coreana
e fu ritenuto che, in particolare, l’animazione sarebbe potuta
diventare un’ industria promettente e strategica. Da allora,
le iniziative del governo furono realizzate gradualmente e,
nel 1995, non solo fu fondato il Seoul International Cartoon
and Animation Festival (SICAF), ma ci furono notevoli
cambiamenti nell’industria d’animazione quali programmi e
organizzazioni di supporto alla produzione, infrastrutture
regionali, metodi di insegnamento ecc.
3. Notevole partecipazione di nuovi
talenti
Fu in questo periodo che le giovani
generazioni guidarono un nuovo riconoscimento dell’animazione
nella società sud-coreana. Innanzi tutto, grazie ai PC
telecommunication networks , furono fondati alcuni club
per apprezzare e discutere le nuovissime animazioni giapponesi
ottenute attraverso i mercati clandestini (underground markets),
o i cortometraggi d’animazione prodotti nell’Europa Centrale
che, a causa della particolare situazione della Corea, erano
stati a lungo inaccessibili. Alcuni giovani furono così attratti
dall’animazione, che decisero di organizzare club d’animazione
nelle università o fondarono alcuni gruppi di produzione di
loro iniziativa. Questa atmosfera si diffuse rapidamente,
insieme alla nuova tendenza insita nel movimento della cultura
e dell’arte di interpretare i cartoon e l’animazione alla
stessa stregua dei film “tradizionali” come medium di satira
e critica finalizzato alla democratizzazione della società
sud-coreana dell’epoca. Fu in questo periodo che emersero
nuovi talenti capaci di inserirsi nel sistema dell’animazione
con la consapevolezza che il metodo dei subappalti, così a
lungo utilizzato nel settore, doveva fungere da base per la
produzione creativa nazionale. Facendo tesoro della loro precedente
esperienza nel movimento cinematografico o delle belle arti,
le loro azioni resero possibile la produzione di cortometraggi
d’animazione realizzati dagli stessi animatori che appartenevano
alle compagnie dei subappalti e li distribuirono in Corea
del Sud e all’estero. Da allora, scegliendo diverse strade
e talvolta divenendo indipendenti, questi talenti hanno direttamente
o indirettamente continuato la loro attività di preparazione
di molteplici progetti d’animazione capaci di svolgere un
ruolo di primo piano nel panorama dell’animazione sud-coreana.
Eventi degli
ultimi otto anni dell’animazione sud-coreana (1995 - oggi):
Un periodo di graduale rinascita – Percorso alla ricerca di
pubblico
Il 1995 è ricordato come la svolta
nella rinascita dell’animazione sud-coreana. Da allora l’animazione
sud-coreana ha intrapreso un viaggio durato poco meno di dieci
anni. La rinascita dell’animazione sud-coreana è il frutto
dei molti sforzi fatti dalle attuali produzioni, dalle istituzioni
governative e di supporto, dalle società d’investimento, ecc.
Su tutti il fattore più evidente è quello di un nuovo e diverso
apprezzamento dell’animazione da parte del pubblico. Pur avendo
subito la crisi monetaria internazionale del 1997 che ha gettato
nella disperazione la società sud-coreana per i due anni successivi,
è il pubblico che ha stabilito l’attuale animazione sud-coreana,
esprimendo con chiarezza la sua reazione tra due estremi.
Gli eventi dell’animazione sud-coreana che hanno sorpreso
il mondo negli ultimi otto anni iniziarono dai lungometraggi
d’animazione per il cinema. Il sipario del rinascimento dell’animazione
sud-coreana fu alzato da Blue Seagull (1994). Il primo
lungometraggio d’animazione indirizzato ad un pubblico adulto
e a breve distanza tre altri lungometraggi di diverse tendenze
provocarono una certa attesa ed una buona risposta al box
office nel 1995. La ricerca di un pubblico fedele all’animazione
sud-coreana è continuata fino ai giorni nostri ed ha conosciuto
diversi alti e bassi. Facendo alcuni esempi è possibile citare
Baby Titanosaur Dooly: The Adventure of Ice Star (1996)
opera indirizzata ai bambini che ha avuto successo al box
office, The Steel Force (1999) e Run=Dim (2001),
opere realizzate grazie alle nuove tecnologie digitali della
Computer Graphic, My Beautiful Girl, Mari che ha attratto
molte attenzioni a livello internazionale grazie ai notevoli
risultati nel campo dell’animazione indipendente e di cortometraggi
(indipendent/short animation). Il fenomeno più stupefacente
all’interno dell’animazione sud-coreana degli ultimi otto
anni è costituito dal rinascimento del settore televisivo.
E’ possibile affermare che le numerose esperienze accumulate
da ripetuti tentativi ed errori nella produzione, progettazione
e vendita dei programmi d’animazione nazionali hanno contribuito
alla costruzione di un sistema di produzione per l’animazione
sud-coreana contemporanea. La pianificazione dei programmi
d’animazione per la TV, a lungo nelle mani delle emittenti,
ritornò e fu spesso realizzata dalle case d’animazione e varie
ardite coproduzioni hanno portato a diversi risultati. Lazenka
(1997) è conosciuto per il successo dovuto ad un’oculata produzione
e pianificazione, Cubix (2002) è un tipico lavoro che
mostra le potenzialità del patrimonio culturale sud-coreano
dato che è stato trasmesso nella TV americana grazie ad un’attiva
rete di affari internazionali.
Il presente,
il 2003 e il futuro energico – Giungendo ad una conclusione
Gli avvenimenti che si sono manifestati
nell’animazione sud-coreana durante gli ultimi otto anni sono
a tutt’oggi in evoluzione. Ciò è dovuto al fatto che dopo
Oseam, distribuito nel Maggio 2003, tre o quattro nuove
opere d’animazione hanno attirato molte attenzioni in Corea
del Sud e all’estero. E’ possibile che una così lunga attenzione
sia ripagata da Wonderful Days, integrazione di animazione
2D, 3D e miniature, Ark: The Heavenly Behemoth, realizzato
in Computer Graphic e Aachi & Ssipak animazione con
influenze cyberpunk. Sebbene non sia possibile fare previsioni,
è certo che l’animazione Sud-coreana, come una delle assi
dell’animazione mondiale, rappresenta un incalcolabile potenziale
in termini di mercato, arte e sperimentazione.
Il futuro dell’animazione coreana è energico.
Ciò è dovuto al fatto che le università hanno aperto dipartimenti
d’animazione che hanno iniziato ad espandersi dal 1995. Al
giorno d’oggi gli studenti realizzano più di duecento cortometraggi
d’animazione l’anno e questi vengono selezionati in numerosi
festival cinematografici in Corea del Sud e all’estero. Questi
giovani autori non smettono di sfidare e sperimentare il mondo
dell’animazione, sfruttando i prevedibili ed imprevedibili
mutamenti di quest’era di sviluppo. Questi stimolanti tentativi
di far conoscere le proprie abilità hanno già portato ad una
trasformazione nel promettente mercato di internet e dell’animazione
digitale. Così come l’attuale interesse internazionale verso
i film coreani “tradizionali” è il risultato di continui sostegni
stanziati negli ultimi 20 anni, è certo che in almeno cinque
anni il mondo condividerà i frutti dell’animazione coreana
coltivati dalle giovani generazioni.
*Nato nel 1959, Lee Yong-Bae si è
laureato in Landscape Architechture alla Seoul National University.
Nel 1985 si è laureato in regia alla Korea Film Academy. Ha
svolto l'attività di regista di film d'animazione collaborando
con Seoulmovie, Young Production, J-Communication. Nel 1995
ha vinto il Gold Prize Award della Korean Animation Celebration
con Sonagi (Shower). Attualmente è professore e regista
nel dipartimento di animazione della Kaywon School of Art
and Design e il Pusan Film Festival gli ha affidato la direzione
del trailer ufficiale dell'ottava edizione.
Saggio pubblicato per gentile concessione
dell’autore