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My Beautiful Girl, Mari e la rinascita del cinema d'animazione in Corea
di Darcy Paquet*

Per anni l'industria sud coreana del cinema di animazione è stata largamente trascurata in patria, e messa in ombra dagli scintillanti prodotti del vicino Giappone e in anni recenti dalla crescente popolarità del cinema coreano live-action. I pochi lungometraggi di animazione prodotti in Corea negli anni Novanta hanno incontrato notevoli difficoltà distributive, nonostante il cinema di animazione hollywoodiano abbia al contrario incontrato un grandissimo consenso di pubblico.

Ma non è sempre stato così. Il primo lungometraggio di animazione coreano, Hong Kil-dong, basato su una popolare fiaba coreana su un eroe che ruba ai ricchi per donare ai poveri, è stato uno dei campioni d'incassi del 1967, anno in cui è stato distribuito. Il regista Shin Dong-hun si è ispirato a una serie a fumetti nata nel 1963 dalla matita di suo fratello, ed ha messo al lavoro una squadra di quattrocento persone per la realizzazione del film. Nonostante Hong Kil-dong abbia ottenuto un successo straordinario con più di un milione di spettatori in tutto il paese, gli alti costi sostenuti per la produzione hanno pesantemente inciso sugli esiti economici del film, che si è rivelato così poco redditizio. Negli anni immediatamente successivi, la produzione di film di animazione ha visto pochissimi altri lungometraggi.


A metà degli anni Settanta, l'animazione coreana conosce un periodo di fioritura grazie all'introduzione di proiezioni cinematografiche per ragazzi durante le vacanze scolastiche. Al contrario delle complesse produzioni degli anni Sessanta, per la realizzazione di questi lungometraggi veniva impiegato un team di solo cinque-sei persone, e le spese di produzione erano contenute al minimo. Le trame erano per lo più di genere: fantascienza, propaganda anti-comunista, sport e molti elementi tematici erano un calco sui coevi prodotti giapponesi (banditi dal governo come ritorsione per la trentacinquennale colonizzazione nipponica, cnclusasi nel 1945). Nonstante si trattasse di surrogati, questi film venivano apprezzati per le loro qualità tecniche e la creatività con la quale i temi nipponici erano adattati alla cultura coreana.

Con la metà degli anni Ottanta si assiste a un forte calo di creatività e il pubblico si orienta sempre più verso altre forme di intrattenimento. In totale, si stima che tra il 1967 e il 1986 siano stati prodotti circa ottanta lungometraggi di animazione, oltre la metà dei quali sono andati perduti o sono irrimediabilmente danneggiati. Dal momento che Hong Kil-dong, il primo film corano di animazione, è andato perduto, il più antico lungometraggio di animazione conservato è Hopi and Chadol (1967), secondo film di Shin Dong-hun.

L'animazione coreana è rimasta in anni recenti molto poco popolare presso il grande pubblico, nostante gli sforzi compiuti dal mondo degli affari e dal governo per rivitalizzare questa industria. In ogni caso, negli anni Novanta sono intervenuti numerosi cambiamenti che hanno preparato il terreno a una rinascita dell'animazione coreana.

Uno dei cambiamenti di più vasta portata è stato il lancio della Corea del Sud come centro di appoggio per le produzioni straniere. Una scelta fortemente voluta da Nelson Shin, un animatore coreano trasferitosi negli Stati Uniti negli anni Settanta e divenuto una figura chiave della Warner Bros e della Marvel Comics. Nel 1985 Shin ritorna in Corea e fonda la AKOM Production, che acquisisce contratti per I Simpson, Batman e per altre serie di fascia alta provenienti da tutto il mondo. Con gli oltre mille animatori della AKOM e quelli di altre case attrezzatesi per seguirne l'esempio, una nuova manodopera fa da traino nella crescita tecnica, se non creativa, dell'industria coreana del cinema di animazione.

In anni recenti altri paesi come Cina e Vietnam sono divenuti molto competitivi con la Corea dal punto di vista dei costi per le produzioni estere, e molte di queste società si sono orientate verso la produzione. A partire dalla fine degli anni Novanta sono state messe in produzione numerose serie televisive e lungometraggi, i primi dei quali stanno emergendo in questi ultimi anni.

Negli stessi anni hanno fatto la loro comparsa un gran numero di scuole di animazione, la nascita di alcune delle quali voluta dal governo. Studenti e diplomati di queste scuole hanno fatto grandi progressi nel creare una nuova ondata di cortometraggi indipendenti di animazione che hanno avuto visibilità in alcuni festival come Indieforum e il Pusan Asian Short Film Festival, e a volte hanno anche goduto della ribalta di festival d'oltremare. Così il cinema indipendente di animazione si è attestato come una ulteriore possibile linea di sviluppo rispetto ai lungometraggi prodotti dalle majors.

My Beautiful Girl, Mari, uscito nel gennaio 2002, può essere considerato come il primo lungometraggio di alto profilo nato da questa seconda linea di sviluppo. Il regista Lee Sung-gang, laureato in psicologia alla Yonsei University, è il fondatore del gruppo indipendente di cinema di animazione DAL. Molti dei suoi lavori brevi sono stati presentati a festival come quelli di Annecy e Melbourne, ed è stato chiamato a dirigere le sequenze in animazione di Timeless, Bottomless, Bad Movie (1997) di Jang Sun-woo. Dopo l'incontro con il produttore Jo Seong-won, avvenuto nel 1998 in un seminario sull'animazione, i due hanno concordato di mettere in produzione un lungometraggio che avrebbe dovuto riportare il cinema di animazione coreano sotto i riflettori.

Rivolto più a un pubblico adulto che ai bambini, My Beautiful Girl, Mari è imperniato sulla storia di un ragazzino di nome Nam-woo che vive in un villaggio sul mare e che si dibatte in situazioni e con sentimenti di perdita. In seguito alla morte del padre (richiamata in un flashback nel mezzo del film), Nam-woo è preoccupato per la salute della nonna, si affligge per il fatto che sua madre frequenti un altro uomo e apprende che il suo unico amico Jun-ho si trasferirà a Seul alla fine dell'estate. Preso dalle sue proccupazioni si rifugia con il gatto Yeo in un vecchio faro abbandonato, dove scopre uno strano biglia e, quando lo tocca, viene trasportato in un mondo fantastico.

Nel mondo di Nam-woo c'è una strana vegetazione, ci sono nuvole che possono sostenere il peso di un corpo, un cane gigantesco e una ragazza misteriosa di nome Mari. Le incursioni di Nam-woo nel suo mondo fantastico sono brevi, e tuttavia virene affascinato da Mari e i suoi contatti con lei sembrano dargli sollievo dalle sue preoccupazioni terrene. Quando, nel finale del film, il villaggio è squassato dalla tempesta, Nam-woo si rivolge a Mari per essere aiutato, in una sequenza che cancella la divisione fra il realistico ritratto del villaggio e il fantastico mondo di Mari.

L'intera storia è incorniciata da Nam-woo adulto, che inizia a ricordare dopo aver incontrato a Seul il vecchio amico Jun-ho. Collocando la sua storia nella grigia atmosfera di Seul, il regista crea tensione sulla credibilità delle schene fantastiche. Inoltre, una forte tensione si crea fra il "credere" e il "non credere" nel mondo di Mari, un'incertezza che si mantiene fino alla fine del film.

Molti aspetti di My Beautiful Girl, Mari inducono ad una analisi psicologica (d'altra parte, come dicevamo, il regista e sceneggiatore viene da studi di psicologia). In qualche misura le escursioni nel mondo di sogno di Nam-woo sembrano adombrare il tema del risveglio sessuale. Nam-woo non cela i suoi sentimenti per Mari, che ha una forte somiglianza con la compagna di classe di per Nam-woo ha una cotta. Una notte la stanza di Nam-woo sembra riempirsi d'acqua, dalla quale Nam-woo viene nuovamente trasportato nel mondo di Mari. Risvegliatosi, Nam-woo si accorge di aver avuto una polluzione. Allo stesso tempo Nam-woo reagisce con ira quando un amico di famiglia stringe un'affettuosa amicizia con sua madre. Le fantasie su Mari potrebbero rappresentare una compensazione freudiana della madre che sta per lasciarlo per un altro uomo.

My Beautiful Girl, Mari, primo di una lunga serie di lungometraggi di animazione di fascia alta che attendiamo per i prossimi anni, ha messo in atto numerose stratregie per riavvicinare il pubblico coreano all'animazione. Anzitutto, utilizza il talento di noti attori per il doppiaggio dei personaggi adulti: Lee Byung-heon (Joint Security Area) da voce a Nam-woo adulto, mentre la gloria nazionale Ahn Sung-ki (Musa) interpreta il ruolo dell'amico della madre. A dar voce ai bambini sono stati chiamati giovanissimi attori anziché adulti, come era consuetudine nell'animazione tradizionale.

Il film ha ottenuto inoltre il contributo finanziario della I Pictures, una grande casa di produzione, e il sostegno di uno dei più potenti produttori coreani, Tcha Seung-jai. Ciò ha permesso al film di avere una campagna promozionale massiccia e di fare il suo esordio in un numero consistente di sale (18 nella sola Seul). Tuttavia, dopo la sua uscita l'11 gennaio, il film ha ottenuto risultati inferiori alle aspettative, ed è rapidamente sparito dalle sale. Le speranze dei realizzatori di aprire un nuovo orizzonte commerciale per l'animazione coreana sembrava dovessero essere deluse.

Senonché in giugno il film è il primo film coreano di sempre ad essere selezionato in concorso al Festival di Annecy, il festival più prestigioso del mondo per ciò che concerne l'animazione. Ad Annecy il film ottiene un ampio consenso di pubblico e critica e viene insignito del Gran Premio. Il prestigio di un simile riconoscimento genera una considerevole pubblicità in Corea, determinando una nuova uscita del film nelle sale.

"Il cinema coreano ha impiegato molto tempo per diventare popolare" ha dichiarato il produttore Jo Seong-won. "C'è voluto molto lavoro, e lungo la strada ci sono stati successi e fallimenti. Sarà così anche per l'animazione, ma ho grande fiducia nel suo potenziale".

Benché abbia avuto un esito commerciale inferiore alle speranze, My Beautiful Girl, Mari ha rappresentato una scoperta per l'industria dal punto di vista artistico, e ha conseguito un prestigioso riconoscimento che renderà più facile la realizzazione di film analoghi in futuro. Come esempio di un nuovo movimento nell'animazione indipendente, il film ha anche aperto una possibilità di incontro fra cinema d'autore e pubblico. Benché la rinascita dell'animazione coreana sia solo all'inizio, My Beautiful Girl, Mari ha dato il suo contributo sfaccettato e riflessivo a quello che speriamo possa diventare un nuovo e molteplice movimento nell'animazione coreana.

* Articolo originariamente pubblicato su The Film Journal, tradotto e riprodotto per gentile concessione della testata e dell'autore.

Traduzione dall'inglese di Gianluca Gibilaro

   

 

 

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