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Le ragioni del successo
di Davide Cazzaro

Questo articolo, già pubblicato nel Novembre scorso in occasione del 7° Festival di Pusan, è stato integrato con dati e commenti relativi all’edizione 2002.

A partire dai primi anni ’90 alcune personalità di spicco della cinematografia coreana cominciarono ad avvertire la necessità di organizzare un festival cinematografico internazionale capace di promuovere la cinematografia asiatica (con particolare attenzione verso la Corea) e di offrire al pubblico coreano film di qualità provenienti da tutto il mondo. La città portuale di Pusan, seconda per grandezza solo alla capitale Seul, venne subito individuata come la sede ideale per ospitare il festival e nel Settembre 1996 la manifestazione celebrò la sua prima edizione. L’obbiettivo prefissato era di diventare in poco tempo il festival internazionale più importante dell’intero continente asiatico. Il Pusan International Film Festival (PIFF) fu particolarmente rilevante perché oltre a rappresentare il primo festival intenzionale in Corea divenne una preziosa occasione per far avvicinare il pubblico alla cultura cinematografica nazionale e non solo. Gli organizzatori non poterono che registrare lo straordinario successo della manifestazione: il numero totale di pubblico pagante superò le 184.000 presenze (a Venezia di media se ne attestano 40.000), 173 i film presentati provenienti da 31 paesi. Ma è la terza edizione a consacrare il PIFF come centro della cinematografia asiatica; il festival presentò il più ampio spettro di cinema asiatico mai presentato, dando così l’opportunità di delineare le tendenze del cinema dei diversi paesi e divenendo un importante luogo per il confronto tra idee e culture diverse. La più importante novità della terza edizione fu l’apertura del Pusan Promotion Plan (PPP), che consiste in un pre-mercato per i film asiatici dove i progetti di cineasti emergenti o già affermati possono trovare potenziali produttori e/o co-finanziatori. Fin da subito il PPP si è imposto come il più grande mercato al mondo per quanto concerne il numero di professionisti che partecipano attivamente alla crescita della produzione cinematografica in Asia e grazie al Promotion Plan inoltre, il festival di Pusan ha potuto segnalarsi come il “festival produttivo” che incentiva e supporta la realizzazione di film di qualità. Con 226 film provenienti da 57 paesi, 170.000 spettatori circa e la ragguardevole cifra di 5318 ospiti da 35 paesi, l’edizione 2002 ha confermato che il Festival di Pusan riesce nella difficile impresa di soddisfare le necessità di frequentatori assai diversi tra loro (cinefili coreani e non, teenager, produttori, operatori dei festival, registi ecc.)
Dopo appena sette edizioni disputate il festival è univocamente riconosciuto come il più importante di tutto il continente asiatico; diretto fin dalla prima edizione da Kim Dong-Ho (ex presidente della Korean Motion Picture Promotion Corporation ed ex Vice Ministro del Ministero della Cultura coreano) il PIFF si è subito orientato verso quella che dovrebbe essere l’essenza di ciascun festival: promuovere la cultura cinematografica. Il critico e saggista Stephen Teo in un suo articolo ha avuto modo di soffermarsi sull’importanza di questa manifestazione: ”promuovendo la cultura cinematografica il festival di Pusan ha anche stimolato la crescita di un nuovo cinema coreano. Forse non è una coincidenza che durante i sei anni di PIFF, una nuova generazione di cineasti coreani abbia prodotto una “nuova ondata” (new wave) che ha dato, e continua a dare, visibilità al cinema coreano. […] In questo senso il PIFF può essere definito come la virtuale continuazione della tradizione del Hong Kong International Film Festival (HKIFF), fondato nel 1976, che dopo soli tre anni presentava gli energici lavori della Hong Kong New Wave.”
La FIAPF (Federation Internationale Des Associations De Producteurs De Films), che annualmente emana un calendario dei festival internazionali, ha inserito il PIFF nella categoria “A” (nella quale rientrano appena 50 festival su 835) in quanto la manifestazione soddisfa tutti i severi standard organizzativi richiesti.
Grazie alla presenza di un’unica sezione competitiva riservata alle opere prime e seconde di registi asiatici (che prevede un cospicui premio in denaro), ad un forte e convinto supporto al cinema coreano ottenuto stimolando la produzione locale di lungometraggi, cortometraggi e documentari (anche per quest’ultimi due sono previsti premi in denaro) e al Pusan Promotion Plan, Il festival di Pusan costituisce un imprescindibile punto di riferimento per tastare il polso delle cinematografie asiatiche.

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