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Venezia 2005: tre premi a Lady Vengeance
di Davide Cazzaro

Il film di Park Chan-wook, unico lungometraggio coreano presente al Lido, si è aggiudicato i riconoscimenti collaterali assegnati annualmente da tre giurie giovani.
In ordine alfabetico:

- Leoncino d'Oro 2005 Agiscuola con la seguente motivazione:
La sapiente ed originale regia del film che abbiamo scelto è in grado di trasmettere un senso di libertà espressiva e comunicativa d'immediato impatto. La fotografia, curatissima nel dettaglio, e la colonna sonora sono i migliori supporti per la vicenda narrata, di cui si evita la banalizzazione emotiva, non scadendo nella mera descrizione di violenza ed efferatezza. Il film è capace di stupire e colpire per le improvvise virate comico-grottesche che scoprono, come lampi inaspettati, tutto il crudo cinismo del piano della protagonista. La luce del volto angelico di Geum-ja , illumina il suo percorso volto al compimento della vendetta attesa per tredici anni. Questo angelo maledetto vive attimi di lucidità intervallati da un tetro candore che ne segna la sconfitta e la vittoria: un battito d'ali nere, un volo di un Icaro dannato. La giustizia personale la guida da una schiavitù di un amore alla prigione della propria vendetta, riuscendo a trovare la libertà soltanto nella violenza purificata dal sangue versato e dal bianco infinito della neve. La vicenda narrata disorienta, pone problemi, ma non li risolve, permettendo al pubblico di sceglierne l'interpretazione, così che tutto non finisca con l'accendersi delle luci in sala. Turba gli animi e li fa crescere, quindi crediamo possa sollecitare profondi momenti di riflessione a chi, come noi, si sta affacciando nel mondo adulto e spietato.

- Premio Arca CinemaGiovani per il Miglior Film "Nuove Tendenze" con la seguente motivazione:
Per aver saputo creare una storia accattivante farcita di umorismo, mescolando tragedia, grottesco, eleganza e ritmo. Per essere riuscito a trattare il tema violento e delicato della vendetta con una sofisticata compostezza "epica" della forma, che impone il cinema coreano moderno come la nuova proposta cinematografica del prossimo futuro.

- Premio CinemAvvenire al miglior film in concorso con la seguente motivazione:
Affronta con coraggio lo scottante tema della vendetta personale (e collettiva). Il travagliato percorso della protagonista prende le mosse da un "cristianesimo di superficie" per il quale "La preghiera è come una spugnetta abrasiva: cancella tutto" per arrivare, attraverso un viaggio nelle zone più oscure dell'anima ad un consapevole e disperato appello alla purezza perduta. Attraverso uno stile assolutamente originale e ipertrofico, che fonde insieme diversi e contrastanti toni drammaturgici, Park Chan-wook riesce a coniugare momenti di poetica tenerezza a sprazzi di sanguinaria violenza, accompagnando così lo spettatore attraverso una riflessione sulla necessità di ammettere e affrontare le proprie pulsioni più distruttive, per trasformarle e al fine di assumere e superare pienamente le proprie responsabilità (nei confronti di se stessi e degli altri).

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