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I film più attesi del 2005
di Davide Cazzaro

Eccoci nuovamente all'appuntamento dei film più attesi dell'anno. Che dire? Difficile pensare ad un panorama più ricco…

Già completati / in post-produzione

L'inizio del 2005 è certamente caratterizzato dai ritorni alla regia di Kang Woo-suk con Another Public Enemy - sequel del suo stesso Public Enemy del 2002 - e soprattutto di Im Sang-soo con l'atteso The President's Last Bang. Il primo in distribuzione in Corea del Sud dal 27 gennaio mentre il secondo dal 3 febbraio. Pur in maniera molto diversa entrambi i film affrontano la natura corrotta del potere ritraendo, rispettivamente, i controversi metodi lavorativi dei procuratori di stato coreani e l'assassinio del presidente, il generale Park Chung-hee avvenuto nel 1979. In particolare, lo scottante tema trattato, la lavorazione a dir poco blindata ed il tocco personalissimo e audace utilizzato da Im Sang-soo stanno facendo di The President's Last Bang uno dei film coreani più controversi degli ultimi anni. Praticamente completato anche il nuovo film di Kim Jee-woon, A Bittersweet Life - traduzione letterale del titolo coreano: la dolce vita - un action-noir ambientato in un hotel di Seoul. Già finite le riprese di The Bow, dodicesimo film di Kim Ki-duk, durate "ben" tre settimane. Ambientato in un'isola remota a sud della Corea, il film racconta di un sessantenne che si innamora perdutamente di una sedicenne. Con il progetto di questo film Kim aveva partecipato al PPP (Pusan Promotion Plan) nel 2001, ricevendo ben due premi: il Pusan Award: US $ 20.000 ed il KF-MAP Korean Film-Making Assist Program sponsorizzato dalla Sony PCL. La post-produzione procederà con estrema calma - dati anche i sempre magri incassi al botteghino nazionale - in attesa di vedere se i selezionatori del festival di Cannes terranno in piedi l'embargo a qualunque lavoro targato Kim Ki-duk. È quasi certo che Kim porterà a termine anche un altro lavoro entro il 2005… due i progetti di cui si vocifera, entrambi piuttosto interessanti, ma al momento Kim preferisce concentrarsi su The Bow. Quasi completata anche la post-produzione di altri quattro attesi lavori: il debutto di Yim Phil-sung con l'ambizioso blockbuster Antarctic Journal, la cui preparazione ha impegnato il regista per quasi cinque anni; girato in Nuova Zelanda racconta di una spedizione coreana che per la prima volta al mondo raccoglie la sfida di attraversare l'Antartico senza alcun rifornimento aggiuntivo. Blood Rain segna invece l'atteso ritorno alla regia di Kim Dae-seung, regista nel 2001 di Bungee Jumping of Their Own. Il film è ambientato nella Corea del 1800, era di odio e vendetta contro i cattolici e pare sia destinato a segnalarsi, fin dal titolo, come uno dei più truculenti degli ultimi anni. Risale allo stesso 2001 l'ottimo esordio di Jeong Jae-eun, Take Care of My Cat, e finalmente la regista ha portato a termine il suo secondo lungometraggio, Born to Speed, storia di teenager e di un gruppo di pattinatori in linea. Dopo Arahan anche Ryu Seung-wan si è rimesso subito al lavoro e per il prossimo aprile sarà pronto Crying Fist, ancora con il fratello Ryu Seung-bum affiancato questa volta da Choi Min-sik, ambientato nel mondo della box.

In lavorazione

Park Chan-wook ed Hong Sang-soo, attualmente in piena attività, tenteranno sicuramente la seconda partecipazione consecutiva al festival di Cannes. Park sta lavorando alla conclusione della trilogia della vendetta con il largamente annunciato Sympathy for Lady Vengeance. Riprese circa al 70% ed uscita nelle sale coreane prevista per giugno. Hong sta portando a termine la produzione del suo sesto lungometraggio - co-finanziato dalla francese MK2 ma per la prima volta anche autoprodotto a causa delle difficoltà nel reperire finanziamenti - Geuk-jang-jeon. Il titolo coreano, dal significato volutamente ambiguo è traducibile come "storia di fronte alla sala cinematografica" oppure "storia a proposito della sala cinematografica". Storia sul cinema o dinanzi al cinema dunque, divisa in due parti e incentrata su di un trentenne impegnato da dieci anni nella preparazione del suo debutto come regista. Un giorno vede una pellicola realizzata da un vecchio amico e all'uscita dalla sala incontra per caso l'eroina del film e decide di seguirla… in lavorazione anche due ritorni piuttosto attesi: quello di Lee Myung-see, a ben sei anni dall'acclamato Nowhere to Hide, con Duelist (titolo provvisorio), film d'azione ambientato nel 1800 basato su un fumetto di Bang Hak-ki, e quello di Kwak Kyung-taek con il blockbuster Typhoon, cast all-star, molta azione - la minaccia è quella di un tifone nucleare - e sullo sfondo le agitazioni politiche tra le due coree.

In pre-produzione

Hur Jin-ho sta finalmente per tornare al lavoro con April Snow, storia di un uomo ed una donna che si conoscono all'ospedale dopo che i rispettivi compagni sono stati feriti in un incidente automobilistico… Jang Sun-woo - che, lo ricordiamo fin d'ora, sarà celebrato con una retrospettiva completa durante la prossima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro - inizierà a metà maggio in Mongolia le riprese di A Thousand Plateaus, progetto su cui ci sarà modo di tornare in futuro. Entro il 2005 dovrebbero iniziare anche le riprese del già annunciato The Host di Bong Joon-ho e quelle dei nuovi lavori di Park Kwang-su, a sei anni dal deludente The Uprising, ed Im Kwon-taek, anche se sui nuovi progetti di quest'ultimi non sono ancora stati resi noti alcuni dettagli.

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