In un'edizione che, stando ai numeri, sembra
indicare Stati Uniti e Giappone come le cinematografie straniere
più vitali del 2004, al cinema coreano rimangono pochi spazi.
Forse i nuovi film di Kim Ki-duk (Empty House), Song
Il-gon (Spider Forest) e Park Chul-soo (The Green
Chair) potevano essere presi in maggior considerazione,
ma tant'è.
Al novantanovesimo film di Im Kwon-taek, Raging
Years, spetta l'onore e l'onere di rappresentare la Corea
del Sud in concorso e non solo, dato che sarà l'unico lungometraggio
coreano presente al Lido.
Il film in patria è stato accolto molto male e la maggioranza
dei critici, in segno di rispetto verso Im Kwon-taek e verso
la ventilata selezione a Venezia, ha preferito astenersi da
una stroncatura senza appello: l'opinione comune di molti
addetti ai lavori coreani è che Im abbia fallito l'ambizioso
tentativo di fondere l'affresco storico-politico con la descrizione
degli ambienti gangsteristici coreani di fine anni '50.
Tra gli eventi della sezione Venezia Mezzanotte spicca
Three... Extremes,
film horror collettivo a tre episodi - coproduzione tra Hong
Kong, Giappone e Corea del Sud - atteso seguito di Three,
distribuito nel 2002.
Se all'epoca i registi coinvolti sono stati il coreano Kim
Jee-woon con Memories, l'hongkongese Peter Chan
con Going Home e il tailandese Nonzee Nimibutr con
Wheel, il nuovo trio è composto dall'hongkongese Fruit
Chan con Dumplings (per la fotografia di Christopher
Doyle), dal giapponese Miike Takashi con Box e da Park
Chan-wook con Cut, appena presentato fuori programma
in anteprima mondiale, senza sottotitoli, durante l'ultimo
giorno del Puchon International Fantastic Film Festival (PiFan).
Nessun film coreano nemmeno nella 19a Settimana Internazionale
della Critica di Venezia.