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Save the Green Planet vince a Mosca
di Paolo Bertolin

Continuano le fortunate sortite del cinema coreano nei maggiori festival europei. Save The Green Planet, opera prima di Jang Jun-hwan ha conquistato il premio per la miglior regia al 25° Festival Internazionale di Mosca. Uscito in Corea all’inizio dell’anno, il film di Jang, curioso mix di commedia e fantasy, è stato accolto in patria da critiche entusiastiche, nondimeno si è rivelato un consistente flop al botteghino. Il protagonista, Byung-gu, è un uomo qualunque, convinto però che tutti i mali del pianeta Terra siano provocati dagli alieni. Per questo motivo, sa che se non riuscirà ad incontrare il principe di Andromeda prima dell’eclissi lunare, la Terra correrà seri pericoli. Al fine di incontrarlo quindi, Byung-gu rapisce colui che ritiene un extraterrestre in incognito sulla Terra, Kang Man-shik, presidente di una compagnia chimica. Tra i due inizia un serrato testa a testa: Byung-gu cerca di smascherare il complotto alieno per distruggere la Terra, mentre Man-shik, che ritiene Byung-gu un pazzo, tenta di sfuggirgli. Per dovere di cronaca, segnaliamo che il primo premio di Mosca 2003, il San Giorgio d’Oro, è stato assegnato alla coproduzione italo-spagnola La Luz Prodigiosa di Miguel Hermoso, interpretato dal nostro Nino Manfredi, e che il Premio Speciale della Giuria è stato attribuito al russo Koktebel’ di Alexey Popogrebsky e Boris Khlebnikov. Il festival ceco di Karlovy Vary invece, che all’epoca della “guerra fredda” era il gemello di Mosca, in quanto le manifestazioni avevano cadenza biennale alternata, ha selezionato per la sua competizione ufficiale The Coast Guard di Kim Ki-duk. Il film di Kim aveva inaugurato lo scorso novembre il festival di Pusan, ricevendo un’accoglienza piuttosto contrastata. Rifiutato dal Festival di Berlino, trova finalmente una prima internazionale, a mesi pure dall’uscita in DVD, proprio nel cartellone del festival che l’anno scorso per primo gli aveva dedicato una personale completa. Ricordiamo peraltro che, nonostante il crescente seguito di culto, Kim non ha ancora mai ricevuto alcun riconoscimento ai vari festival internazionali cui a partecipato, né a Venezia (L’Isola, Address Unknown), né a Berlino (Bad Guy), né tanto meno a Mosca (Real Fiction)… Cogliamo l’occasione in questa sede per ricordare come all’ultimo festival di Cannes, la cui selezione ha denotato un livello qualitativo nettamente inferiore alle edizioni recenti, considerazione di merito tanto più veritiera per una compagine orientale decisamente sotto tono, il cinema coreano sia stato vero e proprio convitato di pietra. Nessun nuovo lungometraggio né in selezione ufficiale, né nei programmi di Quinzaine des Réalisateurs e Semaine de la Critique. L’anno dopo il premio per la miglior regia a Im Kwon-taek, la presenza coreana a Cannes si limitava a due cortometraggi, uno alla Cinéfondation (Wonderful Days di Kim Hyun-pil) e uno alla Quinzaine e a due omaggi, uno a Shin Sang-okk (con proiezione della copia restaurata del suo The Evergreen) e uno a Lee Chang-dong (proiezione di Oasis alla Semaine come miglior film dello scorso anno premiato dalla Fipresci non ancora uscito in Francia). Molti erano in verità i titoli promettenti proiettati al Marché, tra cui Memories of Murder e Save The Green Planet, nonché, in un paio di proiezioni blindate riservate ai key buyers, l’ultimissimo film di Kim Ki-duk, Spring Summer Fall Winter Spring, rifiutato dal concorso, e che speriamo vivamente di ritrovare nel programma di Venezia. Andrà meglio, ci scommettiamo, l’anno prossimo: il nuovo film di Hong Sang-soo, il suo quinto, vincitore del Pusan Promotion Plan 2002, cofinanziato dal produttore francese Marin Karmitz, ha una data di completamento prevista per maggio 2004, ovvero Cannes 57. Nel frattempo, lo scorso aprile, il suo The Turning Gate ha ottenuto il secondo premio ad Infinity, il bel festival di Alba diretto da Luciano Barisone, una delle realtà festivaliere italiane più interessanti e stimolanti. Intanto in Francia i suoi primi tre film (The Day The Pig Fell Into The Well, The Power Of Kangwon Province e Virgin Stripped Bare By Her Bachelors) sono usciti contemporaneamente lo scorso febbraio, tra le incensanti lodi della critica d’Oltralpe, mentre The Turning Gate, a nostro avviso a oggi il suo più raggiante capolavoro, dovrebbe uscire nei mesi a venire. Siamo certi che il talento di quello che ci pare il più misconosciuto dei grandissimi del cinema mondiale, di qui ad un anno, troverà finalmente il dovuto riconoscimento.

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