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Too Young to Die: rivelazione a Cannes, vietato in patria
di Paolo Bertolin

Too Young To Die, opera prima di Park Jin-Pyo, già presentata alla Semaine de la Critique dell'ultimo Festival di Cannes, ha ricevuto dalla commissione di censura locale un visto di categoria "restricted" che in pratica ne impedisce la pubblica proiezione in territorio sud-coreano.
Il film, che segna l'esordio nella fiction di questo apprezzato documentarista, ricostruisce la storia d'amore reale tra due coniugi 70enni che Park aveva incontrato nei lavori preliminari per un precedente progetto documentario. Alla sua prima al Festival di Cannes il film ha suscitato scalpore per la franchezza con cui viene registrata la vita sessuale dell'anziana coppia. Pare che il regista, per assicurarsi la massima spontaneità nelle "performance", abbia allontanato nei momenti cruciali la troupe, lasciando la coppia da sola, sotto l'occhio della macchina da presa. Proprio il carattere esplicito di queste sequenze ha provocato la decisione sfavorevole al film da parte della commissione.
In anni recenti la rappresentazione del sesso è divenuta territorio di battaglie serrate, non soltanto dalle parti di Seoul, ma la stretta censura locale è rimbalzata agli onori delle cronache cinematografiche internazionali già almeno due volte nell'ultimo quinquennio, in entrambi i casi per opere del "provocatore" Jang Sun-woo. Timeless Bottomless Bad Movie aveva shockato per il suo ritratto privo di pruderie della gioventù di strada, mentre Lies, con i suoi amanti sado-maso aveva suscitato un'asprissima querelle che ne ha fatto uno dei film coreani più internazionalmente conosciuti degli ultimi anni - e uno dei pochi ad aver raggiunto il pubblico italiano, sebbene in una versione ampiamente rimaneggiata.
Too Young To Die, per suo, viene sostanzialmente ostracizzato, poiché, l'etichetta "restricted", ne vieta qualsiasi forma di pubblicizzazione e prescrive che una sua eventuale disribuzione sia limitata ad un circuito di sale "per soli adulti". Circuito, che allo stato delle cose attuali, in Corea, anche in virtù di una legislazione che nei fatti mette al bando la pornografia, non esiste.
Già un altro film quest'anno aveva subito simile sorte, ovvero un documentario nord-coreano Animal Copulation, 290 minuti dedicati alla sessualità degli animali, regolarmente trasmesso dalla tv nord-coreana, ma che il distributore sud-coreano Narae Films ha dovuto ampiamente decurtare dei numerosi primi piani di genitali animali per ottenerne il via libera dalla censura.
Darcy Paquet, su Screendaily, riferisce un interessante retroscena concernente il voto della commissione di censura, che si sarebbe attestato su un 4-4 tra favorevoli e contrari alla concessione del visto. Sarebbe quindi intervenuto il voto negativo determinante del presidente, il regista Kim Soo-Yong, al quale il Festival di Pusan dedicherà a novembre un omaggio. Sempre Paquet sostiene che Park e la produzione May Films non intendono apportare tagli, lasciando quindi il distributore Big Blue Films, che ne aveva previsto l'uscita per fine agosto in una situazione di assoluta incertezza. Quel che è certo è che ora Too Young To Die, annoverato dai Cahiers du Cinéma tra le grandi rivelazioni dell'ultimo Festival di Cannes, diverrà senza dubbio una delle attrazioni più prominenti dei festival internazionali a venire. Proibito in patria, è già prenotato per una proiezione all'interno di un'ampia vetrina dedicata al cinema coreano dal Festival di Toronto.

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