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Intervista a Im Sang-soo
di Davide Cazzaro
In La moglie dell'avvocato
ci sono quattro famiglie: quella dell'avvocato, quella
dei vicini, quella del postino e quella dei suoceri.
Sono molto diverse fra loro, ma sembra che abbiano in
comune l'infelicità…
Se si osserva la cultura Occidentale e quella coreana,
c'è una piccola differenza per quanto riguarda il tema
della famiglia. Se si osserva cosa sta succedendo oggi
in Corea del Sud, la famiglia sta diventando una sorta
di "struttura sacra", una cosa molto sacra… quindi se
cerchiamo la ragione per cui il concetto di famiglia
è diventato sacro è forse perché da una parte stiamo
scoprendo che la famiglia è molto importante, ma allo
stesso tempo non ne stiamo osservando molto attentamente
la realtà.
Credo che la famiglia sia una cosa importante, e per
un individuo può essere, deve essere, una cosa importantissima.
Non penso che le quattro famiglie di La moglie dell'avvocato
siano infelici, in tutte le famiglie ci sono i momenti
felici e quelli infelici. Piuttosto la questione principale
delle famiglie coreane è il potere maschile, che spesso
diventa un problema in particolare nel rapporto con
i figli e a volte crea grossi danni. Nel film ho cercato
di affrontare anche questo aspetto: la famglia dei vicini
è una famiglia patriarcale, e il figlio cerca nella
relazione con Ho-jung una via per affrontare alcuni
dei suoi problemi.
Al centro del tuo film c'è il tema dell'infedeltà.
Puoi spiegare che cosa significa l'adulterio nella società
e nella cultura coreana? Alcuni critici stranieri a
mio avviso hanno male interpretato alcuni aspetti del
film proprio per scarsa conoscenza di questo aspetto…
Se torniamo al 1950, alla guerra di Corea, la Corea
moderna nasce da lì, ma negli ultimi dieci anni ci sono
stati tantissimi cambiamenti, anche molto drammatici.
La società coreana sta cambiando molto rapidamente,
anche rispetto alla morale sessuale, per cui oggi ci
troviamo in una situazione in cui da un lato trovi una
mentalità estremamente tradizionalista, soprattutto
per le questioni legate al sesso, dall'altro tutto è
così avanzato, così moderno e così libero… In questo
momento questi due aspetti si stanno scontrando.
Per quel che riguarda l'infedeltà matriomoniale penso
non ci sia molta differenza tra la cultura Occidentale
e quella Orientale. Piuttosto quello che caratterizza
la cultura coreana è la possibilità di parlare o meno
di questo argomento. Nel mio film ho cercato di affrontare
l'infedeltà in maniera più aperta, così da poter dare
la possibilità di discutere se un matrimiono è felice
o meno o su che cosa succede se c'è un problema in un
matrimonio. Ho voluto utilizzare il film anche per aprire
un dibattito su questo tema. L'infedeltà può esserci
nel matrimonio di qualuno… e non volevo soffermarmi
sul senso di colpa ma piuttosto sulla volontà di affrontare,
accettare o avere a che fare con questo problema. Non
sto dicendo che essere infedeli è una cosa giusta, però
esiste.
Mi ha molto colpito l'ultima scena in palestra. La
scelta del piano sequenza, il dialogo fra marito e moglie
e la canzone finale…
Il finale che avevo scritto nella sceneggiatura si svolgeva
in casa, ma nella fase di ricerca delle locations ho
trovato questa palestra e mi è sembrato più interessante
far finire lì il film. Nel finale Ho-jung avrebbe dovuto
ballare. Moon So-ri [l'attrice che interpreta Ho-jung,
Ndr] ha fatto pratica nel ballo fino al giorno prima
delle riprese della sequenza finale, ma quando sono
andato a vedere come se la cavava mi sono reso conto
che non ce l'avrebbe fatta. Allora abbiamo dovuto pensare
a qualcos'altro, Moon So-ri era disperata… Durante le
riprese io e la troupe ci siamo scervellati su come
risolvere l'ultima inquadratura e abbiamo fatto delle
riprese in cui gli attori provavano diverse cose. Ad
un certo putno Hwang Jung-min [l'attore che interpreta
l'avvocato, Ndr] ha pensato di provare una cosa divertente,
e uscendo ha fatto un passo di danza. La trouope ha
riso così tanto che ho convinto Hwang Jung-min a fare
così il finale. La canzone è "Home Sweet Home", una
canzone conosciutissima in Corea che si impara alle
scuole elementari. E' una canzoncina allegra, o almeno
l'ho considerata tale finché un giorno ho sentito alla
radio la versione originale cantata da un cantante lirico
e mi sono reso conto che si trattava di una canzone
davvero triste. Ne ho parlato con il responsabile delle
musiche per il film e abbiamo convenuto che era perfetta
per dare quel senso di felicità e tristezza insieme.
Devi tener conto che è una canzone che in Corea conoscono
tutti. E il testo parla dell'importanza della famiglia!
(Ride) Crea un bel contrasto.
Perché hai scelto di usare
così di frequente la camera a mano?
Tutti e tre i miei film sono girati per lo più con la
camera a mano. Girls' Night Out almeno per il
settanta per cento, Tears direi al novanta per
cento anche perché abbiamo utilizzato videocamere digitali
e La moglie dell'avvocato per un buon settanta,
ottanta per cento. Se metti la macchina su un cavalletto
ottieni molto spesso un'immagine molto occidentale,
organizzata secondo le regole della prospettiva pittorica.
In cent'anni e più di storia del cinema c'è una grandissima
quantità di macchine da presa sui cavalletti. E' un
modo di girare tradizionale, e probabilmente andrà avanti
così per altri cent'anni, ma è un modo di girare così
scontato che ho cercato di distaccarmene.
La moglie dell'avvocato è stato paragonato ad American
Beauty di Sam Mendes. Che cosa ne pensi?
Ah, sì, l'ho letto. Già dopo aver fatto leggere la sceneggiatura,
qualcuno mi aveva detto che assomigliava ad American
Beauty. Ti ricordi Tempesta di ghiaccio di
Ang Lee?
Sì…
Ecco. American Beauty assomiglia a Tempesta
di ghiaccio, anche se ovviamente è un film hollywoodiano.
Credo che il film di Ang Lee sia più interessante e
più artistico di quello di Mendes, e forse può essere
che La moglie dell'avvocato sia più vicino a
Tempesta di ghiaccio. Se confronti il mio film
con American Beauty, credo che quest'ultimo si
spinga fino al punto in cui il pubblico si aspetta.
Se vai più in là rischi che il pubblico si senta a disagio
e che il film non gli piaccia. Per questo il film di
Mendes è un film hollywoodiano. Si ferma prima.
In La moglie dell'avvocato ho cercato di spingermi
il più avanti possibile, finché non ho raggiunto il
livello che mi interessava. E' stata una specie di sfida
con i produttori, perché pensavano che se mi fossi spinto
troppo in là il film non avrebbe avuto successo. In
Corea a una parte del pubblico il film è molto piaciuto,
ma c'è stata un sacco di gente a cui non è piaciuto,
che l'ha detestato.
Il film in Corea è stato intitolato "Famiglia
di adulteri", mentre il titolo internazionale "A Good
Lawyer's Wife" pone al centro il personaggio di Ho-jung…
Qual è il motivo di questa scelta?
A te quale piace di più?
Preferisco il titolo coreano…
Il titolo coreano l'ha scelto il produttore, mentre
quello internazionale l'ha scelto il responsabile della
distribuzione all'estero! (Ride). Il titolo coreano
all'inizio non mi piaceva, ma alla fine non è male.
L'anno scorso il mercato coreano ha avuto un momento
di grande fragilità, un film o sbancava al botteghino
o era un fisco colossale. Quando si è trattato di mandarlo
nelle sale, ho dovuto prendere in seria considerazione
la proposta del produttore. Il titolo inglese mi piace
molto perché suggerisce un film diverso da quello che
in realtà è, mi sembra che ci sia un bel contrasto fra
ciò che il titolo lascia intendere e il film. D'altra
parte cambiando le culture e le lingue credo che sia
naturale che il titolo debba cambiare. Vuoi sapere com'era
il titolo originale, quello della sceneggiatura? Era
"Imagination of affair".
La moglie dell'avvocato nel complesso ha avuto un
buon riscontro di pubblico. Molti hanno detto che si
tratta di un'eccezione, perché il pubblico coreano preferisce
le risate, le lacrime e gli happy end…
Al botteghino è andato abbastanza bene, sì. Non è stato
il successo dell'anno ma ha fatto dei buoni risultati.
Certo il pubblico, specie quello maschile, si aspettava
qualcosa di diverso: il marketing del film è stato organizzato
come se si trattasse di una commedia sexy, proprio per
proporlo al maggior numero di persone possibili. In
sala è andato più o meno come il mio primo film, ma
a dire la verità di quello sono rimasto un po' deluso:
per Girls' Night Out mi aspettavo non un buon
risultato, ma un grande successo. Tears invece
era un progetto a basso costo e al botteghino non è
andato molto bene. Coi miei tre film penso di aver capito
cosa piace al pubblico e cosa vuole, penso che ci sia
una lama sottile fra ciò che al pubblico piace e ciò
che trova sgradevole. Continuerò a lavorare su questo
limite, facendo ciò che voglio e stando a vedere se
il pubblico mi seguirà.
Per i personaggi di tutti i tuoi film il sesso è
sempre molto importante: mi sembra che nei tuoi tre
film tu abbia affrontato la quatione da prospettive
diverse…
Sì, è vero. Nel mio primo film, Girls' Night Out,
il sesso ricopre un ruolo centrale anche se, ad essere
sincero, non è stata solo una mia intenzione parlare
di sesso in modo così esplicito, anche i produttori
mi hanno spinto in questa direzione. Il sesso rappresentava
un argomento da trattare con cautela al cinema così
come in TV e negli altri media. Girls' Night Out
ha rappresentato qualcosa di inedito per l'epoca, perché
ho tentato di parlare di sesso da una prospettiva culturale
e antropologica. In Tears, se lo si guarda con
attenzione, si scopre che non ho lavorato sull'aspetto
ludico del sesso, ma ho cercato di mettere in luce il
rapporto problematico dei ragazzi con il sesso: c'è
anche una ragazza che ha subito delle molestie… Insomma,
i ragazzi cercano attraverso il sesso una strada per
affrontare i loro problemi, è quetso il taglio che ho
cerato di dare al film. Ne La moglie dell'avvocato
il sesso è ancora un elemento importante, ma non è più
il tema principale. Molti mi hanno fatto domande sulla
relazione tra Ho-jung [la moglie dell'avvocato, Ndr]
e il ragazzo e in particolare mi hanno chiesto perché
in quella scena mostro l'orgasmo della protagonista.
Ora, non volgio lasciar intendere che Ho-jung non avesse
avuto orgasmi in altri rapporti sessuali precedenti,
ma semplicemente sottolineare che facendo sesso con
questo ragazzo ha un orgasmo. Insomma, ho cercato di
mostrare come tutta la tristezza del suo matrimonio
esploda alla fine con questo ragazzo.
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