Girls Night Out di Im Sang-soo
di Marco Revelli


Ho-jeong, rampante dirigente di una azienda di moda è pronta a divertirsi con qualunque maschio le vada a genio, con gran dispiacere del suo ragazzo. Yeon, cameriera d'hotel, sogna il matrimonio, ma dubita dell'amore del suo compagno ed è combattuta fra il restargli fedele e costruire la sua vita con lui e lasciarlo per cercare di meglio. Sun, appena laureata, sta ancora aspettando che si faccia avanti il tipo giusto che la liberi dalla verginità e nel frattempo si dedica al trekking e alla masturbazione.
Questi i tre personaggi al centro di Girls' Night Out (il titolo originale contiene un gioco di parole di difficile resa in italiano), esordio alla regia del trentacinquenne Im Sang-soo.
Il film potrebbe sembrare a prima vista un epigono di quel sotto-genere "donne che parlano di sesso" tanto in voga nel cinema indipendente americano.
Potrebbe sembrarlo se ci si fermasse al soggeto: tre ragazze alla soglia dei trent'anni si ritrovano a casa di una di loro e trascorrono la notte parlando di sesso.
Potrebbe sembrarlo se ci si fermasse al tono delle conversazioni, decisamente esplicite.
Potrebbe sembrarlo, infine, per alcuni dettagli scenografici all'occidentale (l'arredamento, la musica) che fanno magari sospettare una strizzata d'occhio di troppo alla voglia di occhidente di parte del pubblico coreano.
Ma in realtà siamo a tutt'altra latitudine, e non solo in senso geografico: Im Sang-soo sta addosso ai suoi personaggi per lo più con la camera a mano, con un'attenzione ai dettagli e una sensibilità che fanno emergere quanto di più intimo sta in loro senza cadere mai nella volgarità e, soprattutto, senza giudizio: ognuna delle tre ragzze ha le sue ragioni, le sue speranze e i suoi - legittimi - desideri.
Per merito anche di un cast in stato di grazia - che ha rielaborato e in parte improvvisato buona parte dei dialoghi - Im Sang-soo ci consegna un film che sa essere ad un tempo divertente e leggero, tragico, amaro e profondamente critico nei confronti della società coreana.
Uno degli esordi più matutri di questi ultimi anni.

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