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Moon
Sori interpreta Ho-jung, la moglie frustrata ma ancora
desiderosa di emozioni. Nata nel 1974, Moon ha lasciato
l'insegnamento per apparire in un film a soggetto nel
ruolo dell'innocente primo amore dell'antieroe interpretato
da Sol Kyung-ku, nel film apprezzato dalla critica Peppermint
Candy, diretto da Lee Chang-dong. In Oasis,
suo secondo film, era già protagonista, lavorando di
nuovo col regista Lee e con l'attore Sol. Qui recitava
il ruolo di una donna con una paralisi cerebrale, che
si innamora di in disadattato sociale, ex detenuto.
La sua performance di una donna con un handicap fisico
che trova l'amore in mezzo alla tragedia e alla violenza,
l'ha imposta all'attenzione della critica internazionale,
meritandole un premio come Migliore Attrice Esordiente
al Festival di Venezia del 2002.
Filmografia
2000 Peppermint Candy
per la regia di Lee Changdong
2002 Oasis per la regia di Lee Changdong
Migliore Attrice Esordiente al 59° Festival di Venezia
Migliore Attrice Protagonista/Migliore Esordiente al
MBC Film Awards
Migliore Attrice Esordiente al 23rd Blue Dragon Awards
2003 A Good Lawyer's Wife per
la regia di Im Sangsoo
"Prima di iniziare le riprese,
ho avuto solo un mese per imparare a ballare e poi un
mese di prove durante la lavorazione del film. La mia
unica esperienza precedente era una scuola di ballo
frequentata per sei mesi quando ero molto giovane. Fortunatamente
il coreografo del film mi ha detto che ero dotata di
un talento naturale. Sarebbe stato difficile recitare
questo ruolo se non avessi saputo ballare. E' stata
un'esperienza molto bella quella di spingermi oltre
i miei limiti fisici. Inoltre girare le scene di nudo
non è stato così difficile. La cosa difficile è stata
quella di riuscire a non mostrare il mio pube per via
della censura. Io, il regista e la troupe eravamo tutti
molto tesi, cercando di mostrare un'emozione autentica
durante quelle riprese e allo stesso tempo facendo in
modo che un pezzetto di pube non rovinasse tutto rendendo
la scena inutilizzabile. Il film è molto onesto. Tutti,
cast e troupe, sono orgogliosi in questo senso. Questa
sincerità può essere considerata sfrontata nella società
coreana, ma in realtà credo che mostri coraggio e risolutezza.
C'è un forte messaggio nel film. Si potrebbe pensare
che la tradizione patriarcale sia caratteristica della
società coreana ma credo che si tratti di un fatto globale.
Penso che sia un sentimento comune nelle famiglie quello
di sentirsi alienati l'uno dall'altro all'interno di
mura invisibili, oggigiorno. Penso che il pubblico al
di fuori della Corea simpatizzerà con questi personaggi
e con la loro storia"
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