Aspettando il settimo Pusan International
Film Festival Intervista a Kim Dong-ho
Cinemacoreano.it ha incontrato alla
59a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Kim Dong-Ho, direttore del Festival di Pusan, la più importante
manifestazione cinematografica coreana, il cui prestigio internazionale,
favorito dalle continue affermazioni della cinematografia
locale, è in crescita vertiginosa e la cui 7a edizione si
terrà dal 14 al 23 novembre 2002.
Il Festival di Pusan, sebbene ancora
molto giovane - è giunto soltanto alla sua settima edizione
- ha acquisito una statura internazionale di tutto rispetto.
Come è stato possibile ottenere un risultato così lusinghiero
in così poco tempo?
Certamente la congiuntura estremamente
favorevole del buono stato di salute della nostra cinematografia
nazionale e l'interesse internazionale verso essa sono stati
elementi trainanti per il successo del festival di Pusan.
Bisogna anche dire che Pusan ha dato il suo contributo attraverso
una precisa e capillare strategia di promozione. Ogni anno
infatti invitiamo al nostro festival i direttori dei principali
festival mondiali affinché possano visionare i più recenti
prodotti della nostra cinematografia. La strategia funziona,
perché poi molti dei titoli passati a Pusan vengono invitati
dai direttori dei grandi festival a partecipare alle loro
manifestazioni. I primi passi in tal senso si sono mossi dal
Forum di Berlino, ma sempre più l'abitudine di invitare titoli
visti in anteprima a Pusan ha preso piede a Cannes, Berlino
e Rotterdam.
Da alcuni anni a questa parte il
cinema coreano vive un'effervescente stagione d'oro. I titoli
commerciali continuano a battere i record d'incassi nazionali,
mentre le opere d'autore si affermano sempre più nei festival
occidentali. Come spiega questa affermazione? Da più parti
inoltre il pubblico coreano viene descritto come il più cinefilo
del mondo e il successo di pubblico del festival di Pusan
ne pare testimonianza. I due fenomeni sono correlati a suo
avviso?
Fino a una decina d'anni fa i risultati
al box office delle produzioni nazionali erano paragonabili
a quelli di qualunque altro paese che importa pellicole dagli
USA. A partire dalla metà degli anni 90 la politica governativa
ha deciso di sostenere la cinematografia nazionale e da allora
la quota di mercato del cinema coreano è andata costantemente
crescendo. In particolare negli ultimi anni, prima Shiri,
poi JSA, poi Friend
hanno battuto ogni record d'incasso permettendo al cinema
nazionale di conquistare una quota di mercato preponderante
che non ha corrispettivi in alcun altro paese. Anche quest'anno
questo trend si mantiene ampiamente. Per quanto riguarda il
sostegno che il pubblico dà ai film nazionali bisogna rilevare
come la gran parte degli spettatori cinematografici sia costituito
da ventenni e trentenni. Ora, se si esclude Im Kwon-taek,
la vecchia generazione di cineasti coreani è praticamnete
inattiva ed ha lasciato spazio ad un'ondata di nuovi autori
tutti sui trenta-quarant'anni, autori quindi giovani, che
producono sia opere di intrattenimento che film d'autore e
che hanno creato un saldo legame con il pubblico. Lo stimolo
che il festival di Pusan ha dato alla cultura cinefila in
Corea è stato anche favorito dalla creazione del Pusan Promotion
Plan (PPP), modellato sul CinemArt dell'International Film
Festival Rotterdam. Ogni anno selezioniamo una quindicina
di progetti di registi asiatici di qualità che vengono sottoposti
ai produttori dei vari paesi presenti a Pusan, al fine di
raccogliere i fondi per la realizzazione. Il Festival quindi
attribuisce un premio in denaro per il miglior progetto che,
a film terminato verrà presentato nel cartellone della manifestazione.
Tra i film premiati cito Il cerchio di Jafar Panahi,
che due anni fa ha vinto qui a Venezia, il nuovo Kim Ki-Duk
e Public Toilet di Fruit Chan, una coproduzione tra
Hong Kong e Corea che è in programma quest'anno a Venezia.
Il successo negli altri festival dei progetti sponsorizzati
dal PPP costituisce un eccellente ritorno di immagine per
Pusan e stimola l'interesse del pubblico.
L'Italia è uno dei mercati più
chiusi nei confronti del cinema coreano. Dieci anni fa circa
uscì Perché
Bodhi Dharma è partito per l'oriente? che aveva
vinto a Locarno, poi più nulla sino a Lies.
In Francia, e non solo, sono sempre più i film coreani regolarmente
distribuiti in sala; in Italia invece, né i titoli più commerciali,
né le opere d'autore riescono ad arrivare al pubblico. Quale
è la sua opinione?
Penso che una buona ragione si possa
individuare in un sempice dato. Quindici anni fa, nel 1987,
Im Kwon-Taek partecipò in concorso a Venezia con Sibaji
che vinse il premio per la migliore interpretazione femminile.
Poi più nessun film coreano in concorso a Venezia sino a Lies
nel 1999. Durante la sua direzione Barbera ha inserito sempre
un film coreano in concorso. Prima Lies di Jang Sung-woo,
poi The Isle e Address
Unknown di Kim Ki-duk. De Hadeln, nonostante preferisca
il cinema giapponese, ha confermato la tendenza prendendo
Oasis. Penso che la mancata
selezione di pellicole coreane a Venezia abbia costituito
il presupposto per una scarsa conoscenza della nostra cinematografia
nel vostro paese e che più saranno i titoli coreani ad arrivare
al vostro principale festival, più saranno le possibilità
di un'uscita per loro. Del resto non sono nemmeno molti i
titoli europei ad uscire in Corea. Noi di Pusan poi in particolare
abbiamo da sempre problemi ad ottenere i film italiani. Il
nostro responsabile per l'Europa per esempio, ha visto al
Festival di Mosca il film vincitore dei fratelli Taviani,
Resurrezione, ed ha cercato di contattare i detentori
dei diritti per proiettarlo a Pusan, ma da luglio ad oggi
non abbiamo ancora ottenuto una risposta.
Recentemente il film d'animazione
My Beautiful Girl, Mari
ha vinto il Festival di Annecy. Ci può dire qualcosa sulla
produzione coreana in tale settore?
E' un campo in cui in Corea si stanno
muovendo i primi passi, ma i risultati come avete detto sono
già incoraggianti. Anche il nuovo atteso progetto di Jang
Sun-Woo è un film d'animazione dal budget assai elevato.
Può darci qualche anticipazione
sulla prossima edizione del festival di Pusan? Si parla dell'anteprima
del nuovo Kim Ki-Duk...
Il festival sarà inaugurato da un
importante titolo coreano, ma non sarà il film di Kim, che
comunque dovrebbe figurare nel programma.
Quali sono i suoi film coreani
preferiti degli ultimi anni?
Citerei innanzi tutto Oasis
di Lee Chang-Dong che è in concorso a Venezia. E' certamente
uno dei migliori film prodotti in Corea negli ultimi anni.
E poi i film di Lee, di Hong Sang-Soo, di Kim Ki-Duk...