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JIFF - Intervista a Min Byung-lock
di Davide Cazzaro

In occasione del quinto Jeonju International Film Festival Cinemacoreano.it ha incontrato Min Byung-lock, direttore della manifestazione. Grazie alle continue affermazioni della cinematografia locale e ad un'attenta selezione di opere indipendenti digitali sia orientali che occidentali, il festival sta acquistando sempre più rilevanza a livello internazionale. L'incontro con il direttore ha rappresentato un'ottima occasione per parlare del festival di Jeonju e, più ampiamente, delle manifestazioni cinematografiche più rilevanti del paese.

Ripercorrendo la storia della manifestazione mi sembra che il festival stia tuttora cercando un assetto che possa lanciarlo definitivamente a livello internazionale, è vero?

Effettivamente stiamo lavorando in questa direzione e pensiamo di aver intrapreso la strada giusta. Io e i due attuali programmatori Kim Eun-hee e Jung Soo-wan siamo subentrati l'anno scorso [sembra che il consiglio direttivo precedente abbia rassegnato le dimissioni tra le polemiche, Ndr] e, coniando lo slogan libertà, indipendenza e comunicazione abbiamo cercato di fornire un posto per i lavori a basso budget e per i loro autori. I nostri sforzi sono finalizzati a fare del festival un luogo di promozione del cinema indipendente. Se vogliamo possiamo dire che cerchiamo di compiere lo stesso lavoro che il festival di Pusan ha fatto e continua a fare con i cineasti più prestigiosi. Quest'anno molti autori hanno sottoposto le loro opere al comitato di selezione e fin dalla prima edizione alcuni importanti selezionatori dei festival vengono qui a Jeonju per scoprire nuovi talenti. Su tutti posso citare il direttore del Festival di Tokyo e Tony Rayns del Festival di Vancouver. In occasione della quinta edizione inoltre abbiamo deciso di ampliare una delle due sezioni competitive e di cambiarne il nome. Da quest'anno Indie Vision racchiude opere provenienti da tutto il mondo anziché dal solo continente asiatico.

Quali sono a suo parere i punti di forza del festival?

Il continuare a scommettere su opere indipendenti e sul formato digitale. Diamo così la possibilità al pubblico locale di vedere opere coreane molto difficili da reperire anche nel mercato interno e opere internazionali di ieri e di oggi che molto difficilmente sarebbero mai presentate in Corea. Da più parti sono arrivati elogi per la selezione annuale che va a comporre Digital Spectrum e personalmente sono affezionato alla sezione collaterale JIFF Mind che quest'anno consiste in due piccole ma significative esposizioni d'arte contemporanea di autori coreani e svizzeri.

Personalmente trovo molto interessante il progetto dei Digital Short Films by Three Filmmakers, può dirmi qualcosa a proposito?

È ormai una tradizione del festival, è stata fondata sin dalla prima edizione. Ogni anno il progetto riscuote molto successo perché i cineasti coinvolti sono piuttosto famosi e il pubblico è curioso di vedere come si cimentano con la forma del cortometraggio e con le tecniche e tecnologie digitali.

Ci sono a suo parere alcuni migliorie da apportare alla manifestazione?

Forse ha già potuto verificare personalmente che il festival ha qualche problema di natura logistica dovuto alla distanza tra le sale principali della manifestazione. Le posso però dire che stiamo lavorando per portare quasi tutti gli schermi nel centrale cinema district. In autunno verrà inaugurato un multiplex che risolverà gran parte degli attuali problemi. Dal prossimo anno dunque il cinema district diventerà a tutti gli effetti il cuore pulsante della manifestazione. Stiamo anche lavorando per migliorare la programmazione del festival così da portare a Jeonju opere sempre più innovative e prestigiose.

Alcuni addetti ai lavori coreani e stranieri sostengono che oggi ci sono forse troppi festival cinematografici in Corea, che cosa ne pensa a proposito?

Beh, come sa ci sono tre festival principali, Pusan, Puchon e Jeonju. Ci sono pochi altri festival internazionali, Gwangju e da quest'anno anche Daejeon [la prima edizione del Daejeon International Film Festival (DJIFF) si terrà dal 20 al 29 agosto 2004, Ndr], ma i festival principali rimangono tre e come sa hanno caratteristiche diverse: Pusan offre annualmente un ampio spettro di cinema medio ed estremo orientale e il Puchon è dedicato al cinema fantastico proveniente da tutto il mondo, e noi presentiamo opere indipendenti e digitali. Penso sia un ottimo equilibrio e va ricordato che il festival di Jeonju può anche contare sulla bellezza della città. Il lato negativo risiede nelle difficoltà nel selezionare i film, sia a causa della concorrenza interna che, non va dimenticato, dell'enorme numero di nuove giovani manifestazioni cinematografiche sorte in Asia negli ultimi anni.

In conclusione può darmi qualche informazione sul pubblico della manifestazione?

La maggioranza del pubblico è di Jeonju e, come nel resto del paese, l'età media è piuttosto bassa, teenager e ventenni.
Annualmente inoltre circa 30.000 persone da Seoul e altre città raggiungono Jeonju espressamente per il festival.

Un sentito ringraziamento a Charlie Park per aver organizzato quest'intervista.

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