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Il corpo, il sesso e la felicità - Intervista a Im Sang-soo
di Davide Cazzaro

Dopo Girls' Night Out, che gli vale il premio come miglior regista esordiente ai Korean Blue Dragon Awards e scatena numerose controversie per aver trattato tematiche come il sesso, la sessualità femminile e il desiderio in maniera molto esplicita e Tears, progetto a basso budget girato in digitale e vincitore della menzione speciale FIPRESCI a Pusan, Im Sang-soo si conferma autore di rango con il suo terzo film, La moglie dell'avvocato, presentato in concorso a Venezia e distribuito anche in Italia dall'IStituto Luce. Lo abbiamo incontrato a Seul.

In La moglie dell'avvocato ci sono quattro famiglie: quella dell'avvocato, quella dei vicini, quella del postino e quella dei suoceri. Sono molto diverse fra loro, ma sembra che abbiano in comune l'infelicità…

Se si osserva la cultura Occidentale e quella coreana, c'è una piccola differenza per quanto riguarda il tema della famiglia. Se si osserva cosa sta succedendo oggi in Corea del Sud, la famiglia sta diventando una sorta di "struttura sacra", una cosa molto sacra… quindi se cerchiamo la ragione per cui il concetto di famiglia è diventato sacro è forse perché da una parte stiamo scoprendo che la famiglia è molto importante, ma allo stesso tempo non ne stiamo osservando molto attentamente la realtà.
Credo che la famiglia sia una cosa importante, e per un individuo può essere, deve essere, una cosa importantissima. Non penso che le quattro famiglie di La moglie dell'avvocato siano infelici, in tutte le famiglie ci sono i momenti felici e quelli infelici. Piuttosto la questione principale delle famiglie coreane è il potere maschile, che spesso diventa un problema in particolare nel rapporto con i figli e a volte crea grossi danni. Nel film ho cercato di affrontare anche questo aspetto: la famglia dei vicini è una famiglia patriarcale, e il figlio cerca nella relazione con Ho-jung una via per affrontare alcuni dei suoi problemi.

Al centro del tuo film c'è il tema dell'infedeltà. Puoi spiegare che cosa significa l'adulterio nella società e nella cultura coreana? Alcuni critici stranieri a mio avviso hanno male interpretato alcuni aspetti del film proprio per scarsa conoscenza di questo aspetto…

Se torniamo al 1950, alla guerra di Corea, la Corea moderna nasce da lì, ma negli ultimi dieci anni ci sono stati tantissimi cambiamenti, anche molto drammatici. La società coreana sta cambiando molto rapidamente, anche rispetto alla morale sessuale, per cui oggi ci troviamo in una situazione in cui da un lato trovi una mentalità estremamente tradizionalista, soprattutto per le questioni legate al sesso, dall'altro tutto è così avanzato, così moderno e così libero… In questo momento questi due aspetti si stanno scontrando.
Per quel che riguarda l'infedeltà matriomoniale penso non ci sia molta differenza tra la cultura Occidentale e quella Orientale. Piuttosto quello che caratterizza la cultura coreana è la possibilità di parlare o meno di questo argomento. Nel mio film ho cercato di affrontare l'infedeltà in maniera più aperta, così da poter dare la possibilità di discutere se un matrimiono è felice o meno o su che cosa succede se c'è un problema in un matrimonio. Ho voluto utilizzare il film anche per aprire un dibattito su questo tema. L'infedeltà può esserci nel matrimonio di qualuno… e non volevo soffermarmi sul senso di colpa ma piuttosto sulla volontà di affrontare, accettare o avere a che fare con questo problema. Non sto dicendo che essere infedeli è una cosa giusta, però esiste.

Il sesso e il corpo sono gli elementi principali dei tuoi film: qual'è il ruolo del corpo nella realzione fra I personaggi dei tuoi film?

Qui parliamo di che cosa sia la felicità. Mi spiego. Penso che la felicità dipenda dalla relazione, e per avere una buona relazione penso che occorra qualcuno che ti ami. E avere qualcuno che ti ami significa anche farci del sesso, averci una relazione fisica. Per essere felice è fondamentale che ciascuno consideri se stesso una cosa importante e preziosa e che sappia trattare se stesso con rispetto. E trattarsi con rispetto significa anche rispettare il proprio corpo. Secondo me è una specie di regola, grazie alla quale si desume che dalla relazione con il corpo passa la strada per la felicità. Ma noi coreani finora non siamo stati molto bravi ad imparare come trattarci con rispetto. In La moglie dell'avvocato Ho-jung è una ballerina, mentre suo marito è uno che campa grazie alle parole, fa l'avvocato. E' questo il punto. In Tears i protagonisti usano e abusano del loro corpo, ma la speranza è che imparino a rispettarlo, così come in Girls' Night Out ho cercato di mostrare diversi aspetti del corpo nella relazione.

Mi ha molto colpito l'ultima scena in palestra. La scelta del piano sequenza, il dialogo fra marito e moglie e la canzone finale…

Il finale che avevo scritto nella sceneggiatura si svolgeva in casa, ma nella fase di ricerca delle locations ho trovato questa palestra e mi è sembrato più interessante far finire lì il film. Nel finale Ho-jung avrebbe dovuto ballare. Moon So-ri [l'attrice che interpreta Ho-jung, Ndr] ha fatto pratica nel ballo fino al giorno prima delle riprese della sequenza finale, ma quando sono andato a vedere come se la cavava mi sono reso conto che non ce l'avrebbe fatta. Allora abbiamo dovuto pensare a qualcos'altro, Moon So-ri era disperata… Durante le riprese io e la troupe ci siamo scervellati su come risolvere l'ultima inquadratura e abbiamo fatto delle riprese in cui gli attori provavano diverse cose. Ad un certo putno Hwang Jung-min [l'attore che interpreta l'avvocato, Ndr] ha pensato di provare una cosa divertente, e uscendo ha fatto un passo di danza. La trouope ha riso così tanto che ho convinto Hwang Jung-min a fare così il finale. La canzone è "Home Sweet Home", una canzone conosciutissima in Corea che si impara alle scuole elementari. E' una canzoncina allegra, o almeno l'ho considerata tale finché un giorno ho sentito alla radio la versione originale cantata da un cantante lirico e mi sono reso conto che si trattava di una canzone davvero triste. Ne ho parlato con il responsabile delle musiche per il film e abbiamo convenuto che era perfetta per dare quel senso di felicità e tristezza insieme. Devi tener conto che è una canzone che in Corea conoscono tutti. E il testo parla dell'importanza della famiglia! (Ride) Crea un bel contrasto.

Perché hai scelto di usare così di frequente la camera a mano?

Tutti e tre i miei film sono girati per lo più con la camera a mano. Girls' Night Out almeno per il settanta per cento, Tears direi al novanta per cento anche perché abbiamo utilizzato videocamere digitali e La moglie dell'avvocato per un buon settanta, ottanta per cento. Se metti la macchina su un cavalletto ottieni molto spesso un'immagine molto occidentale, organizzata secondo le regole della prospettiva pittorica. In cent'anni e più di storia del cinema c'è una grandissima quantità di macchine da presa sui cavalletti. E' un modo di girare tradizionale, e probabilmente andrà avanti così per altri cent'anni, ma è un modo di girare così scontato che ho cercato di distaccarmene.

La moglie dell'avvocato è stato paragonato ad American Beauty di Sam Mendes. Che cosa ne pensi?

Ah, sì, l'ho letto. Già dopo aver fatto leggere la sceneggiatura, qualcuno mi aveva detto che assomigliava ad American Beauty. Ti ricordi Tempesta di ghiaccio di Ang Lee?

Sì…

Ecco. American Beauty assomiglia a Tempesta di ghiaccio, anche se ovviamente è un film hollywoodiano. Credo che il film di Ang Lee sia più interessante e più artistico di quello di Mendes, e forse può essere che La moglie dell'avvocato sia più vicino a Tempesta di ghiaccio. Se confronti il mio film con American Beauty, credo che quest'ultimo si spinga fino al punto in cui il pubblico si aspetta. Se vai più in là rischi che il pubblico si senta a disagio e che il film non gli piaccia. Per questo il film di Mendes è un film hollywoodiano. Si ferma prima.
In La moglie dell'avvocato ho cercato di spingermi il più avanti possibile, finché non ho raggiunto il livello che mi interessava. E' stata una specie di sfida con i produttori, perché pensavano che se mi fossi spinto troppo in là il film non avrebbe avuto successo. In Corea a una parte del pubblico il film è molto piaciuto, ma c'è stata un sacco di gente a cui non è piaciuto, che l'ha detestato.

Il film in Corea è stato intitolato "Famiglia di adulteri", mentre il titolo internazionale "A Good Lawyer's Wife" pone al centro il personaggio di Ho-jung… Qual è il motivo di questa scelta?

A te quale piace di più?

Preferisco il titolo coreano…

Il titolo coreano l'ha scelto il produttore, mentre quello internazionale l'ha scelto il responsabile della distribuzione all'estero! (Ride). Il titolo coreano all'inizio non mi piaceva, ma alla fine non è male. L'anno scorso il mercato coreano ha avuto un momento di grande fragilità, un film o sbancava al botteghino o era un fisco colossale. Quando si è trattato di mandarlo nelle sale, ho dovuto prendere in seria considerazione la proposta del produttore. Il titolo inglese mi piace molto perché suggerisce un film diverso da quello che in realtà è, mi sembra che ci sia un bel contrasto fra ciò che il titolo lascia intendere e il film. D'altra parte cambiando le culture e le lingue credo che sia naturale che il titolo debba cambiare. Vuoi sapere com'era il titolo originale, quello della sceneggiatura? Era "Imagination of affair".

La moglie dell'avvocato nel complesso ha avuto un buon riscontro di pubblico. Molti hanno detto che si tratta di un'eccezione, perché il pubblico coreano preferisce le risate, le lacrime e gli happy end…

Al botteghino è andato abbastanza bene, sì. Non è stato il successo dell'anno ma ha fatto dei buoni risultati. Certo il pubblico, specie quello maschile, si aspettava qualcosa di diverso: il marketing del film è stato organizzato come se si trattasse di una commedia sexy, proprio per proporlo al maggior numero di persone possibili. In sala è andato più o meno come il mio primo film, ma a dire la verità di quello sono rimasto un po' deluso: per Girls' Night Out mi aspettavo non un buon risultato, ma un grande successo. Tears invece era un progetto a basso costo e al botteghino non è andato molto bene. Coi miei tre film penso di aver capito cosa piace al pubblico e cosa vuole, penso che ci sia una lama sottile fra ciò che al pubblico piace e ciò che trova sgradevole. Continuerò a lavorare su questo limite, facendo ciò che voglio e stando a vedere se il pubblico mi seguirà.

Per i personaggi di tutti i tuoi film il sesso è sempre molto importante: mi sembra che nei tuoi tre film tu abbia affrontato la quatione da prospettive diverse…

Sì, è vero. Nel mio primo film, Girls' Night Out, il sesso ricopre un ruolo centrale anche se, ad essere sincero, non è stata solo una mia intenzione parlare di sesso in modo così esplicito, anche i produttori mi hanno spinto in questa direzione. Il sesso rappresentava un argomento da trattare con cautela al cinema così come in TV e negli altri media. Girls' Night Out ha rappresentato qualcosa di inedito per l'epoca, perché ho tentato di parlare di sesso da una prospettiva culturale e antropologica. In Tears, se lo si guarda con attenzione, si scopre che non ho lavorato sull'aspetto ludico del sesso, ma ho cercato di mettere in luce il rapporto problematico dei ragazzi con il sesso: c'è anche una ragazza che ha subito delle molestie… Insomma, i ragazzi cercano attraverso il sesso una strada per affrontare i loro problemi, è quetso il taglio che ho cerato di dare al film. Ne La moglie dell'avvocato il sesso è ancora un elemento importante, ma non è più il tema principale. Molti mi hanno fatto domande sulla relazione tra Ho-jung [la moglie dell'avvocato, Ndr] e il ragazzo e in particolare mi hanno chiesto perché in quella scena mostro l'orgasmo della protagonista. Ora, non volgio lasciar intendere che Ho-jung non avesse avuto orgasmi in altri rapporti sessuali precedenti, ma semplicemente sottolineare che facendo sesso con questo ragazzo ha un orgasmo. Insomma, ho cercato di mostrare come tutta la tristezza del suo matrimonio esploda alla fine con questo ragazzo.

Negli anni Novanta, Jang Sun-woo ha realizzato alcuni film in cui tematiche sociali e sessuali collidevano tra loro e ha sempre avuto un istinto nell'individuare i punti deboli della società coreana. Trovi qualche connessione tra i vostri lavori? La tua produzione e`stata in qualche modo influenzata dalle opere di Jang?

Intendi cose come Buglie, Road to the Racetrack, A Petal, no? Beh, innanzitutto il direttore della fotografia Kim Wooh-yung l'ha scoperto Jang Sun-woo… Ha fatto Timeless, Bottomless, Bad Movie, Lies e Resurrection of the Little Match Girl, insomma ha qualche piccola referenza. Resurrection of the Little Match Girl non mi è molto piaciuto, ma in quel momento nella storia del cinema coreano è stato un lavoro importante, qualcosa da vedere. Posso dire che sì, forse i film di Jang mi hanno influenzato. Jang è più artista di me, a me al massimo danno del matto… Se metti a confronto Bugie e La moglie dell'avvocato per quel che riguarda la relazione fra Ho-jung e il suo giovane amante, se la isoli e analizzi in profondità la loro relazione, beh, trovi qualcosa di molto simile alla relazione fra i personaggi di Bugie. Ma il modo di affrontare il tema è diverso. Jang parte da una storia semplicissima con degli elementi molto precisi e la tiene al centro del film, mentre per me diventa una parte del film. Lui fa una sorta di investigazione microscopica e la ingrandisce, è una scelta più artistica. Io non ho il coraggio di farlo: faccio un cinema diverso, ma lo rispetto molto.

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