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Cinema coreano nel 2003 - Intervista a Huh Moon Yung
di Davide Cazzaro

In occasione dell’ottavo Festival Internazionale di Pusan, Cinemacoreano.it ha incontrato Huh Moon Yung, da due anni programmatore della celebre sezione Korean Panorama ed ex-direttore del settimanale di informazione cinematografica Cine21. Un’occasione per parlare dei film coreani a Pusan e fare un bilancio dell’annata.

La mia prima domanda riguarda l’inizio del 2003 e le note pessimistiche riguardanti la possibile fusione tra le due più grandi major coreane – Cinema Service e CJ Entertainment – che, come sappiamo, non è avvenuta. Qual è la sua opinione riguardo a questo grande cambiamento che sarebbe potuto avvenire nella film industry coreana?

Molte personalità della film industry non volevano la fusione, sopratutto perché, come dettano le leggi di qualunque mercato, la competizione favorisce lo sviluppo del mercato. Per questo abbiamo accolto con sollievo la notizia del fallimento dell’operazione.

Per quanto riguarda il rapporto tra cinema coreano e festival cinematografici, e più specificatamente i film coreani in concorso nei festival di maggior prestigio, possiamo dire che, se paragonato al 2002, il 2003 non è stato un anno molto fruttuoso. Fino a questo momento i premi di quest’anno sono stati vinti a Mosca e San Sebastián, ma si tratta di premi alla regia; cosa ne pensa? E' preoccupato per il futuro?

Non sono assolutamente preoccupato. L’anno scorso i registi che hanno vinto premi prestigiosi rispondono ai nomi di Im Kwon-taek e Lee Chang-dong, persone cioè che sono annoverate tra i rappresentanti del cinema coreano e, ovviamente, non possono fare film ogni anno. Abbiamo molti registi di talento e oltre ai già citati, desidero nominare anche Hong Sang-soo. Mi aspetto diversi premi per il cinema coreano il prossimo anno anche perché Im Kwon-taek, Hong Sang-soo e altri stanno girando nuovi film.

Se da una parte quest’ annata non è stata caratterizzata da molti riconoscimenti, va osservato che gli omaggi e le retrospettive dedicate al cinema coreano contemporaneo sono sempre più numerose e l’interesse internazionale verso il cinema coreano sembra non conoscere sosta. Anche per il prossimo anno sono in programma due o tre corpose retrospettive in Europa e negli Stati Uniti: cosa ne pensa di tutto questo successo?

Sotto certi aspetti penso che sia legato ad una sorta di moda ma, a mio parere, così tante retrospettive in Europa costituiscono un fattore positivo per i registi e i produttori coreani che sono portati a sentirsi più responsabili dell’onore del cinema coreano. Quest’anno da una parte non molti film coreani hanno avuto successo al botteghino, e alcuni addetti ai lavori iniziano ad essere preoccupati per questa tendenza, e dall’altra film come Memories of Murder, Save the Green Planet! e A Good Laywyer’s Wife sono stati molto apprezzati dalla critica coreana e presso importanti festival cinematografici; penso che in un certo senso il cinema coreano sia molto instabile, quindi è molto difficile prevedere ciò che accadrà in futuro; ma è possibile anche vedere questa instabilità come un aspetto positivo, come l’origine della dinamicità del cinema coreano.

Potrebbe parlare dell’edizione di quest’anno della sezione Korean Panorama qui a Pusan?

Posso raccomandare A Good Laywyer’s Wife e in particolare il film The Road Taken [quest’ultimo inserito nella sezione New Currents, Ndr], frutto di una produzione indipendente e capace di riprendere la tradizione del realismo che in questi ultimi anni si sta facendo sempre più debole nel cinema coreano. Vorrei segnalare The Uninvited, film non del tutto riuscito, ma che possiede una sorta di energia inspiegabile. Da annoverare anche il nuovo film di Kim Ki-duk e OGU: Hilarious Mourning, film che francamente non ho apprezzato ma penso possa essere di qualche interesse per il pubblico straniero. In generale posso dire che nel 2003 sono stati prodotti film molto diversi tra loro e anche la produzione indipendente ha continuato a crescere.

Oltre a The Uninvited e Memories of Murder ho apprezzato particolarmente il nuovo film di Kim Ki-duk Spring, Summer, Fall, Winter …and Spring Spring, e il nuovo lavoro di Kwak Kyung-taek, Mutt Boy: cosa ne pensa di questi due film?

Francamente non mi è piaciuto il nuovo lavoro di Kim Ki-duk perché ho ravvisato una sorta di snobismo nel film. Riconosco che è molto bello sul piano visivo e tratta temi molto profondi ma ciò non costituisce nulla di nuovo nella storia del cinema coreano. In generale devo dire che ho apprezzato maggiormente film come Address Unknown e Bad Guy rispetto alle sue produzioni più recenti. Per quanto riguarda il nuovo film di Kwak Kyung-taek invece, devo dire che l’ho apprezzato molto, è naif e molto semplice sul piano formale e in particolare ho apprezzato il protagonista del film, non avevo mai visto questo tipo di personaggio in un film coreano.

Continuando a parlare di quest’anno, vanno segnalati i due flop più eclatanti della stagione: Wonderful Days e Save the Green Planet!; personalmente mi sto ancora chiedendo quali sono le cause che hanno portato al flop di Save the Green Planet! Che cosa può dire a proposito?

Sinceramente non saprei, in particolare sono stato anch’io molto sorpreso dall’insuccesso di Save the Green Planet!, che, tra l’altro, alcuni critici hanno definito il miglior film coreano dell’anno. Ho trovato il film molto divertente, interessante, e sotto molti aspetti unico. Quindi mi aspettavo un’ottima risposta da parte del pubblico; invece è stato un disastro e tutti ne sono rimasti colpiti. Abbiamo discusso a lungo sulle possibili cause di questo fallimento, a mio parere potrebbe dipendere dal fatto che uno degli elementi inalterabili nel gusto del pubblico coreano è la presenza di elementi melodrammatici; film di grande successo come Memories of Murder e J.S.A. contengono forti note melodrammatiche e in generale ritengo che tutti i film coreani di successo abbiano questa caratteristica. Save the Green Planet! non ce l’ha e forse questa potrebbe essere una spiegazione plausibile. [molti osservatori inoltre hanno imputato l’insuccesso del film ad un’errata strategia promozionale e distributiva attuata dalla CJ Entertainment, Ndr]. Per quanto riguarda Wonderful Days invece, molti critici hanno osservato che la gran parte del pubblico non era interessata al film. Come anche lei sa, tutti hanno osservato che la storia era davvero poco interessante, l’aspetto visivo è eccellente ma la storia è troppo povera.

Ritengo che, per certi versi, la gradita sorpresa della presentazione di film nord-coreani qui a Pusan, conferisca un valore storico a quest’edizione del festival.

Penso che con l’evento di quest’anno ci potrà essere maggiore collaborazione tra la film industry nord-coreana e quella sud-coreana e spero che questa tendenza possa intensificarsi in futuro. Pur non essendo un esperto di cinema nord-coreano però, mi sembra che i sette film presentati qui a Pusan non siano eccellenti. Sempre per quanto riguarda la collaborazione tra le due Coree, non so se sa che il leader della Corea del Nord, Kim Jong Il, è un cinefilo e ha un suo archivio privato, noi quindi speriamo che il suo archivio possieda alcuni preziosi film sud-coreani degli anni ’60 che per cause varie sono stati perduti.

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