Tra il blu
e l'indaco - Intervista a Choi Yong-bae
di Davide Cazzaro
In occasione del Pusan Promotion Plan
(PPP) svoltosi durante il nono Pusan International Film Festival
(PIFF), Cinemacoreano.it ha incontrato Choi Yong-bae, CEO
della Chungeorahm Film, l'unica importante casa di distribuzione,
produzione ed investimento dedicata esclusivamente al cinema
coreano. Fondata nel novembre 2001, la Chungeorahm Film si
è imposta rapidamente tra le firme più prestigiose del panorama
locale.
Lei si è laureato al Seoul Institute of the Art nel '89,
ha lavorato come aiuto regista e successivamente è stato a
capo del settore produzione ed investimento presso la Daewoo,
poi è passato a Cinema Service ed ha gestito il settore distributivo
ed ora guida la sua compagnia, la Chungeorahm Film; ha dunque
potuto assistere dall'interno ai radicali cambiamenti avvenuti
nell'industria negli ultimi dieci anni. Quali sono stati a
suo parere quelli più importanti?
Per prima cosa la qualità dei film coreani è davvero aumentata,
così come il giro d'affari attorno al cinema; da non dimenticare
anche l'avvento dei multiplex ed il sempre crescente business
delle esportazioni.
L'asse portante della sua compagnia è la distribuzione
di film coreani. Cosa pensa dell'attuale stato del sistema
distributivo locale? Molti osservatori hanno messo in luce
gli squilibri del sistema distributivo e si sono detti sfavorevoli
alle concentrazioni di potere… qual è la sua posizione a proposito?
Devo confessare che il problema attuale
risiede proprio nella concentrazione di potere: CJ Entertainment,
Cinema Service e Show Box, rischiano di monopolizzare il mercato.
Il problema sta nel fatto che le grandi compagnie sono costrette
a distribuire molti film per alimentare i loro giri d'affari
e finiscono per puntare più sulla quantità che la qualità.
Chungeorahm Film è una firma di media grandezza e ci possiamo
dunque permettere di scegliere accuratamente i film da distribuire
puntando sulla creatività e sull'originalità.
Perché a suo parere le grandi compagnie tendono spesso
a scartare film originali e creativi?
Le grandi compagnie devono pensare quotidianamente ai rispettivi
giri d'affari e dunque fanno quasi sempre affidamento sui
film che dovrebbero attirare le grandi folle. Se investono
devono guadagnare, e tendono ad evitare le operazioni rischiose…
per fare un esempio basti pensare a Park Chan-wook; dopo Sympathy
for Mr. Vengeance, che come saprà è stato fallimentare
al botteghino coreano, molte grandi compagnie hanno rifiutato
di distribuire Old Boy, poi ha finito per distribuirlo
la Show East e si è dimostrata una scelta molto azzeccata.
Inoltre, come potrà immaginare, le grandi compagnie tendono
a scartare le opere di Kim Ki-duk ed Hong Sang-soo, ma penso
ci siano molte possibilità di valorizzare questi film anche
in patria. In altri paesi i film di Kim ed Hong vengono accolti
molto positivamente ma in Corea del Sud vengono quasi ignorati
dal pubblico.
Come si potrebbe valorizzare questi film anche in patria?
La mia compagnia co-finanzierà il nuovo film di Hong Sang-soo,
che dovrebbe essere pronto per aprile 2005. Penso che una
buona produzione e distribuzione possa concretizzare le potenzialità
di un'opera e dunque stiamo lavorando in questo senso. Come
dicevo in precedenza penso che la Chungeorahm Film abbia degli
indubbi vantaggi: a differenza delle grandi compagnie possiamo
studiare con calma il calendario e le strategie distributive,
il nostro listino non è pieno zeppo di film, dunque possiamo
cercare di valorizzare ciascun opera… è molto difficile operare
in questo senso nel sistema attuale, ma i risultati fin qui
ottenuti ci danno fiducia. Uno dei più recenti colpi di mercato della Chungeorahm
Film sta nella produzione del nuovo e atteso progetto di Bong
Joon-ho, The Host. Cosa l'ha spinta a scommettere su
questo film?
Memories of Murder è stato molto popolare e dopo questo
film pensavo fosse molto difficile avere la possibilità di
collaborare con Bong. Lo stesso Bong era in dubbio tra la
Sidus e la mia compagnia per il suo secondo film, così abbiamo
raggiunto un accordo: il secondo lo produceva la Sidus ed
il terzo la Chungeorahm.
Cosa si attende da questo film? Sembra un progetto ambizioso
e rischioso, è d'accordo?
Trovo il progetto molto, molto interessante. Sarà un atipico
disaster movie strettamente connesso con la situazione
politica coreana. Mi aspetto una netta presa di distanza dai
tipici e scontati disaster movies, basti pensare ad
esempio che i protagonisti saranno i membri di un'ordinaria
famiglia coreana.
Cosa significa "Chungeorahm", il nome della compagnia?
"Chung" significa blu, "eo" si può rendere con dunque e "rahm"
significa indaco. È un po' difficile da spiegare ma significa
che il colore blu deriva dall'indaco, ma il blu è ben più
blu dell'indaco… per fare un altro esempio, il ghiaccio deriva
dall'acqua ma è ben più freddo dell'acqua, o il figlio deriva
dal padre ma è diverso e magari migliore del padre. La mia
compagnia si occupa esclusivamente di film coreani dunque
ho scelto un nome coreano.
A suo parere come ha fatto la sua compagnia a diventare
una delle firme più prestigiose in poco più di due anni?
Posso dire che cerchiamo di marciare con questo principio:
distribuiamo o produciamo ora un film popolare e di probabile
successo ed ora uno più ardito e creativo: una strategia che
sembra funzionare.