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Arrivano i mostri - Intervista a Bong Joon-ho
di Davide Cazzaro

Presente a Pusan per partecipare al Pusan Promotion Plan (PPP) con il suo nuovo progetto The Host, Bong Joon-ho è tra gli indiscussi protagonisti della scena coreana contemporanea. Dopo la consacrazione nazionale ed internazionale con Memories of Murder (premiato a San Sebastian e Torino), Bong ha raccolto l'ambiziosa sfida di realizzare un disaster movie che dovrebbe essere pronto tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006. The Host racconterà di una creatura oscura che viene creata accidentalmente nelle acque del celebre fiume Han, a Seoul. Tale creatura inizia a crescere nelle profondità del fiume ma, ignari del pericolo incombente, i cittadini si dedicano ai mondiali di calcio di Giappone e Corea del Sud, alle elezioni presidenziali e alle loro vite quotidiane. Improvvisamente nel 2005, durante un pacifico weekend in cui centinaia di persone si sono recate presso le rive del fiume, la creatura emerge e annienta i cittadini trasformando in un instante il corso d'acqua in un raccapricciante mare di sangue. Park Gang-du gestisce un piccolo chiosco in riva al fiume. Il giorno del massacro è impotente testimone della morte della sua giovane figlia, vittima dell'orribile mostro. L'improvviso disastro rende le autorità impotenti e Park Gang-du e la sua famiglia intraprendono una prova di forza con la creatura….

Con appena due lungometraggi e alcuni cortometraggi alle spalle sei diventato uno dei registi coreani più acclamati in patria e all'estero. Come ci sei riuscito? O meglio, quali sono a tuo parere gli elementi dei tuoi film che incontrano maggiormente i gusti del pubblico e i giudizi della critica?

Penso venga apprezzato il modo in cui lavoro all'interno delle convenzioni dei generi. Presto sempre estrema attenzione alla storia ed allo stile e cerco di renderli più interessante ed articolati possibile. Infine, cerco sempre di realizzare film per così dire molto "coreani", faccio cioè riferimento a gusti, atmosfere e tradizioni prettamente locali… basti pensare a Memories of Murder.

A propostito del tuo nuovo progetto, The Host, prima delle mie domande mi piacerebbe sapere se hai qualche commento particolare sul film.

Il titolo, The Host, vuole far riferimento sia ad una sorta di virus nei nostri corpi cha alla stessa creatura mostruosa… purtroppo le immagini della creatura sono ancora top secret, ma ne sono molto orgoglioso, c'è un intero team che si sta occupando del design del mostro…

Quando ho letto la sinossi di The Host non ho potuto non pensare per un momento al tuo recente cortometraggio Sink & Rise, anche lì al centro della vicenda c'è il fiume Han e un piccolo chiosco in riva al fiume… certo questa volta il fiume si prepara ad ospitare qualcosa di ben più grande dell'uovo gigante che galleggia alla fine del corto, vero?

(Ride) Considero Sink & Rise come un divertimento. Come puoi immaginare gli unici punti di contatto tra The Host e Sink & Rise saranno la location e il chiosco in riva al fiume. I protagonisti di The Host saranno i membri di una normale famiglia coreana il cui capofamiglia gestisce appunto un chiosco in riva al fiume. Così come in Signs di M. Night Shyamalan, un film che ho apprezzato molto, non ci sono scienziati, militari o poliziotti, mi concentrerò sui membri della famiglia, persone molto ordinarie che però devono affrontare la creatura, non hanno alcuna arma sofisticata o metodo specifico ma si trovano in questa situazione.

Penso che uno degli elementi più interessanti delle tue opere sia la critica più o meno velata ad alcuni aspetti della società coreana. Leggendo la sinossi di The Host mi pare che sia ben presente un messaggio di critica, anche politica.

Anche molti film di mostri e disaster movie statunitensi degli anni Cinquanta e Sessanta contengono messaggi politici. In The Host non utilizzerò metafore o critiche indirette, andrò dritto al punto. Lo script è praticamente finito ma purtroppo non posso rivelare questi particolari. Sono però certo che fin dall'inizio di The Host questo messaggio politico sarà ben chiaro.

The Host è un progetto molto affascinante ed ambizioso ma al tempo stesso anche molto rischioso; ci saranno molti effetti speciali e il budget sarà elevato… al di là delle future reazioni del pubblico però vorrei chiederti: qual è l'obbiettivo principale che vorresti raggiungere con questo film?

Il mio scopo è di realizzare un film di mostri in stile coreano. In Memories of Murder ho voluto realizzare un detective movie in stile coreano…

Cosa intendi esattamente per "film di mostri in stile coreano"?.

Beh, vedremo (ride)! Gli effetti speciali saranno fondamentali, circa due anni fa abbiamo iniziato a contattare le più importanti case di effetti speciali internazionali, su tutti la famosa Weta Digital di Peter Jackson. Tra i miei obiettivi c'è anche quello di realizzare effetti speciali tanto avanzati da risultare inediti per il cinema coreano. Ma so bene che gli effetti non sono tutto, voglio di più. Spero di riuscire a concentrarmi sulla famiglia e catturare le emozioni dei vari componenti. In molti film di mostri il lato umano dei personaggi viene trascurato, spero di riuscire ad invertire questa tendenza. Cito ancora come esempio Signs di M. Night Shyamalan, molto efficace e riuscito anche sotto questo aspetto. Ponendo l'attenzione sulla famiglia protagonista spero di riuscire a realizzare un film di mostri in stile coreano.

Che cosa pesi dei tre film di mostri coreani più famosi: A Monster Man From Space di Kwon Hyok-jin e Grand Evil Master Yonggary di Kim Ki-deok, entrambi del '67 e il remake di quest'ultimo, Yonggary di Shim Hyung-rae nel '99

Ehm… non li ho visti! (ride). In caso dell'ultimo Yonggary penso sia indirizzato principalmente ai bambini. Il mio film sarà estremamente differente…

In Corea del Sud i film di mostri e più in generale il genere fantascientifico non ha quasi mai funzionato…

Sì, lo so, non c'è nemmeno una vera e propria tradizione qui in Corea del Sud. In The Host cercherò di compiere un'operazione simile a quella che ho fatto in Memories of Murder, dove ho sovvertito molti cliché dei film statunitensi sui serial killer e sui detective… per esempio nel mio film i detective falliscono nel loro compito, non c'è il tipico finale hollywoodiano. So che sarà molto difficile ma anche in The Host cercherò di proseguire in questa strada.

Per quanto riguarda gli effetti speciali ed il budget, so che il costo totale sarà piuttosto elevato per la media coreana [al momento la cifra dichiarata si attesta attorno ai 6-7 milioni di dollari], non ci potrebbe essere il rischio di perdere il controllo della produzione come è accaduto recentemente ad alcuni blockbuster coreani?

Io e il mio produttore siamo costantemente preoccupati di ciò. Sarà la prima volta in cui mi cimento con un budget piuttosto elevato anche se siamo piuttosto lontani dai costi, ad esempio, di Taegukgi. Il budget finale verrà deciso quando sarà completato lo storyboard, spero entro febbraio 2005. Stiamo cercando di negoziare con la Weta e con un'altra compagnia statunitense sul budget complessivo. Come sai c'è un'enorme differenza tra i nostri budget e quelli hollywoodiani, dunque sarà un lungo negoziato.

Influenza mi ha colpito molto ed è un peccato che sia molto poco conosciuto all'estero: continuerai a realizzare lavori in digitale? Mi ricordo che una volta alla domanda "che cos'è il digitale?" avevi risposto, "la corretta pronuncia di "dwehjitul" [termine coreano per indicare i peli di maiale]"…

(Ride) Ah, sì ricordo, stavo scherzando! In The Host ci saranno moltissimi effetti speciali realizzati grazie al digitale… dunque dal mio punto di vista di regista il digitale rappresenta una sorta di libertà… senza le tecnologie odierne, ovviamente, The Host non sarebbe nemmeno stato concepito. Continuerò a realizzare anche cortometraggi in digitale. Dopo Influenza ho comprato una videocamera professionale e un computer per il montaggio, dunque potrò realizzare film molto piccoli e personali quasi senza budget. Conto di realizzare progetti in digitale tra i miei lungometraggi in pellicola. Lo trovo molto interessante.

Sono curioso di sapere quali sono i tuoi registi coreani preferiti...

È una domanda molto difficile perché ci conosciamo molto bene l'un l'altro… apprezzo molto i lavori del maestro coreano Kim Ki-young così unici e potenti. Tra i contemporanei posso citare Park Chan-wook con il suo stile molto originale e le sue storie forti in grado di scuotere il pubblico. Apprezzo anche registi giapponesi come Kurosawa Kiyoshi e Sakamoto Junji.

Da ultimo vorrei chiederti che cosa ami ed odi maggiormente dell'industria cinematografica coreana...

Apprezzo molto che il pubblico locale riempia le sale per vedere film coreani che spesso non sono molto concilianti. Mi preoccupa invece la situazione del mercato distributivo, che sta diventando sempre più inaccessibile per i film magari piccoli e indipendenti ma spesso creativi e di grande valore. La film industry non protegge tali opere, che godono al più di uno-due giorni di distribuzione e poi spariscono.

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