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A proposito di Kim ki-duk
"Un regista che è stato anche sergente
nei Marines coreani e pittore"
"Soggetti troppo cattivi per essere considerati non convenzionali"
"Fantastica sulla realtà degl'incubi"
"Un regista che non ha paura delle critica, ma di film
senza vita"
Queste citazioni descrivono KIM Ki-duk sia come regista che
come uomo. La sua sfida artistica presenta caratteristiche
così particolari da essere sempre al centro di controversie.
Alcuni amano profondamente i suoi lavori, altri per nulla…
KIM Ki-duk però non è un autore viziato, come molti credono.
Il suo inusuale punto di vista e il suo voler persistere con
soggetti della ordinaria vita quotidiana lo rendono molo diverso
dagli altri. Molti pensano che KIM Ki-duk sia crudele nello
scegliere soggetti spietati e senza cuore anziché dedicarsi
ad argomenti più teneri e sensibili, ma il regista crede nell'amore
e nella vita tanto quanto tutti gli altri. Ciò che KIM Ki-duk
cerca di fare con i suoi film è di colpire il pubblico ponendo(si)
domande come "La gente la pensa davvero così?" ed esprimendo
liberamente ciò che pensa, quasi sempre in palese rottura
con l'opinione comune. Forse è per questo motivo che riesce
a preparare e terminare i suoi film senza esitazione alcuna.
KIM Ki-duk non è un autore che cerca risposte. Egli ammette
che la vita può essere anche violenta e senza pietà e osa
avventurarsi in temi che parlano di aspetti della vita mai
trattati da nessun altro prima di allora. È fermamente convinto
che non basti ignorare l'amore, la vita e i loro lati più
nascosti e infernali per farli scomparire.
Perché "Ferro 3"?
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