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LA CASA VUOTA
di Kim Ki-duk
Esco dalla mia casa.
Mentre sono fuori, qualcun altro entra nella mia casa vuota
e ci vive.
Mangia cibo dal mio frigorifero, dorme nel mio letto, guarda
la mia TV.
Forse perché si sente in colpa, aggiusta la mia sveglia rotta,
fa il bucato, mette tutto in ordine e poi scompare.
Come se nessuno fosse mai stato lì…
Un giorno entro in una casa vuota.
Sembra che non ci sia davvero nessuno, così mi spoglio, mi
faccio un bagno, preparo da mangiare, faccio il bucato, aggiusto
una bilancia e mi esercito a golf nel giardino di casa.
Nella casa c'è una donna scoraggiata, spaventata e ferita
che non esce mai e piange.
Mostro a lei la mia solitudine. Ci capiamo senza dire una
parola, scappiamo via senza dire una parola.
Mentre scegliamo in quale casa vivere, ci sentiamo sempre
più liberi.
Nel momento in cui sembra che la nostra sete di libertà si
sia placata, restiamo intrappolati all'interno di una casa
buia.
L'uno resta in una casa fatta di nostalgia.
L'altro impara a diventare un fantasma per nascondersi nel
mondo della nostalgia.
Ora che sono un fantasma non ho più voglia di cercare una
casa vuota.
Ora sono libero di andare nella casa in cui vive la mia amata
e darle un bacio felice.
Nessuno sa che sono lì.
Tranne la persona che mi aspetta…
Qualcuno arriva sempre per la persona che aspetta… Arriva
di sicuro… dalla persona che aspetta…
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