"E' come
un gemito
da un abisso.
La terra ferita urla
e la sua voce si fa pian piano più forte.
La voce giunge
dalle profondità
come da una feniditura di un abisso,
un abisso ruggente"
Antonin Artaud
I film di Kim
Ki-Duk hanno la caratteristica di mettere a disagio.
Chi non si sentirebbe a disagio di fronte a film che
testimoniano una realtà estranea e sono fatti di immagini
non facilmente identificabili? E oltretutto, la critica
cinematografica femminista lo fa oggetto di attacchi
isterici, definendolo a volte uno "psicotico", a volte
un "buono a nulla".
Kim Ki-Duk cerca
di spiegare questi attacchi come "un'ansia che la
gente mainstream prova nei confronti di coloro
che non appartengono a quel mondo", e si contrappone
a cineasti come Hong Sang-Soo e Lee Chang-Dong e alle
loro "attitudini intellettuali", definendosi non-mainstream
proprio in antitesi alla loro posizione mainstream:
un tentativo di distinguere la sua ideologia e la
sua estetica da quella di altri, certo, ma soprattutto
una reminiscenza della sua infanzia. Kim Ki-Duk dopo
aver terminato la scuola dell'obbligo ha lavorato
in fabbrica dall'età di 17 anni. Nel 1990, dopo aver
messo insieme abbastanza soldi per un biglietto aereo,
si è trasferito in Francia per "studiare all'estero"
e si è mantenuto per due anni vendendo i suoi quadri.
Non ha goduto di nessun genere di "normale" istruzione
istituzionalmente intesa. Perciò è inevitabile che
qualsiasi tipo di sensibilità o di forma del discorso
mainstream sia inadatta a chi, come lui, è
vissuto ai margini.
Fino al suo primo
film, Crocodile del 1996,
Kim Ki-Duk non aveva avuto nessun tipo di formazione
legata al mondo del cinema: ha imparato girando, sperimentando
sul campo le potenzialità del mezzo. Questa è forse
la ragione per la quale i suoi film prestano il fianco
a critiche legate allo scarso rispetto della sintassi
cinematografica o alla cura dell'immagine. Kim Ki-Duk
risponde che "forse per questi critici è un aiuto
il fatto che io mantenga una certa goffaggine".
Quindi, per rispondere
alle varie controversie che che riguardano il cinema
di Kim Ki-Duk, sarà meglio fare un passo indietro
ed esaminare il rapporto fra la realtà della vita
di Kim e il suo cinema.
* Pubblicato
per gentile concessione dell'autore
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